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Pubblicato il 25/03/2016 10:10

Compagnia-Imago e il primo rullino ecofriendly al mondo

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di Giulia Grilli

 

All'inizio degli anni Duemila, mentre il boom del digitale imperversava, una coppia di amici originari di Francavilla, Domenico Antonucci e Guido Pantoni (progettista il primo e barista il secondo), riscoprivano i misteri della fotografia analogica. Affascinati dalla pellicola e dalla magia della camera oscura recuperavano tutto il materiale possibile, mentre molte delle aziende del settore chiudevano i battenti per una terribile crisi della domanda. Tuttavia, negli ultimi anni, trascinata dal vintage e dal sempre più crescente numero di appassionati di macchinette analogiche, la fotografia "old style" ha sorprendentemente ripreso a respirare.

 

Per i due amici, la svolta arriva nel 2014, quando, spinti dalla passione, presentano e  vincono un bando regionale, ricevendo 25 mila Euro a fondo perduto per dar vita a un laboratorio fotografico vero e proprio: un sogno che si concretizza dopo un decennio di esperienze e sperimentazioni. Nasce così la Compagnia-Imago. Domenico e Guido ristrutturano un vecchio garage di proprietà, comprano tutti i materiali necessari per sviluppare e stampare le immagini, sia in bianco e nero che a colori, e iniziano a tenere corsi di camera oscura. "Poi, un giorno, mentre guidavo, mi è balenata in mente un'idea, quella di creare un rullino ecologico!", racconta Domenico che da poco aveva scoperto i filamenti di legno riciclato e il PLA, ovvero acido polilattilico, polimero derivante da mais e barbabietole, materiale altamente biodegradabile.

 

 

"Abbiamo deciso di acquistare una stampante 3D, di quelle che vengono utilizzate unicamente per costruire prototipi industriali, e di conseguenza abbiamo lanciato una racconta fondi su Kickstarter, uno dei maggiori siti per il crowdfunding". I soldi non sono arrivati, e la campagna si è rivelata un insuccesso dal punto di vista economico, ma enormemente produttiva per quanto riguarda la pubblicità del progetto "Do You Wood Film?" che proponeva, di fatto, a tutto il mondo, un caricatore 35 mm costruito unicamente con materiali ecologici.

 

E il mondo ha risposto. Da Gennaio 2016 gli eco-rullini sono approdati in Francia, Inghilterra, Russia, Singapore, Hong Kong, Lituania, Germania, Stati Uniti, Indonesia. "In questo primo trimestre di attività abbiamo già venduto quattrocento rullini" spiega Domenico. "Svolgiamo una costante ricerca sulle pellicole da inserire, e compriamo sia bobine nuove che scadute anni fa, nel 1964 ad esempio. Gli appassionati di fotografia analogica sono sempre molto curiosi e attratti dalla possibilità  di poter scattare su supporti del genere, nella speranza di creare effetti retrò. Quando i privati acquistano i nostri prodotti, possono scegliere tra le diverse proposte, mentre alcuni richiedono appositamente  solo i caricatori, come il negozio AGFA di Berlino, al quale abbiamo spedito l'ordine qualche giorno fa".

 

 

Il costo di Do You Wood Film? è di circa 7 Euro, una buona media se pensiamo che i prezzi dei rullini classici sono compresi tra i 4 e i 12 . "Le vendite avvengono in pre-ordine, e i clienti riceveranno il loro acquisto entro un mese. Possiamo produrre solo un massimo di venti rullini al giorno e, ad oggi, non esiste alcun macchinario industriale in grado di replicare questo piccolo oggetto che resta, a tutti gli effetti, artigianale e unico al mondo" spiega ancora Domenico.

 

Prima di arrivare al collaudo, i due amici di Francavilla, hanno dovuto combattere contro la novità e l'innovazione, cercando di realizzare un caricatore che non graffiasse la pellicola e che fosse completamente ermetico, affinchè la luce non entrasse. Ma il binomio che lega l'unicità dell'idea al mistero vintage della fotografia analogica sembra essere davvero vincente.

 

 

"Negli ultimi anni, poi, abbiamo ampliato la nostra attività, svolgendo corsi nelle scuole per spiegare ai bambini come nasce una foto: partendo dal foro stenopeico facciamo costruire loro delle macchinette con delle scatole, lasciamo che un'immagine si imprima nella pellicola e poi, dopo aver creato una piccola camera oscura, mostriamo loro come nasce la stampa. E' straordinario vedere le loro reazioni, perché più sono piccoli, più i bambini non credono ai loro occhi".

 

E il futuro? Vede i due trentacinquenni proiettati verso la creazione di una macchinetta fotografica stenopeica in legno con soffietto rotondo, "perché ci sono tantissime persone che scattano con questa strumentazione", conclude Domenico. "L'importante, oggi, è rendersi conto di quanto sia necessario interfacciarsi con un bacino enorme di utenze sparse in tutto il globo,  e non solo con la realtà a noi più vicina".

 

 

 

 

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