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Pubblicato il 07/04/2014 17:05

East Coast Tattoo Convention, l’Abruzzo si rifà la pelle

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di Giulia Grilli

Andare oltre l'apparenza è necessario, anzi, fondamentale per comprendere quella che è diventata negli ultimi anni una vera e propria forma d'arte: il tatuaggio. Per vivere un'esperienza creativa, umana, e di certo indimenticabile, l'Abruzzo offre una grande occasione. Dal 4 al 6 aprile, infatti, il Centro Fiere Ibisco di Città Sant'Angelo ospita la East Coast Tattoo Convention, giunta alla sua decima edizione. Visitatori profani, clienti abituali, amanti del genere e curiosi, chiunque è il benvenuto. L'importante è avere fegato. Perché la tattoo art non è per tutti, e il rumore inconfondibile delle macchinette che battono l'inchiostro nella pelle diventa un'armonia ipnotica solo per pochi.

 

Ottanta i tatuatori italiani presenti, di cui una ventina abruzzesi, tutti agguerriti per aggiudicarsi uno dei titoli in palio per il contest. Best in the show, Black and Grey, Tribal, Realisitc, Traditional, Back Peice, e Best of all sono le categorie che verranno valutate dalla giuria. Quattromilacinquecento le presenze stimate nei tre giorni, mentre musica rock e combattimenti di boxe e muay thai fanno da cornice per divertire e coinvolgere i presenti. Contento del traguardo raggiunto è Pino Cipriani, "padre" della manifestazione: "La East Coast Tattoo Convention è l'unico evento su tutta la costa adriatica che richiama un così vasto pubblico. Essere giunti alla decima edizione premia il nostro impegno".

 

 

Non lasciatevi intimorire dal popolo di motociclisti, assidui frequentatori e parte integrante della convention. Stretti in pantaloni neri, gilet di pelle, e nascosti da occhiali scuri, sono pronti ad occupare l'ingresso della struttura e la biglietteria come se il mondo dei tatuaggi appartenesse principalmente a loro. Avvolti da una nuvola di fumo di sigarette, spesso adornati da lunghe barbe, sono stati i primi a partecipare, nel 2004, all'East Cost Tattoo Party che si tenne all'Irish Pub Temple Bar di Pescara. Il legame tra i bikers e l'inchiostro, nato nel secondo dopo guerra in America, è indissolubile e duraturo, e cavalca in sella a due ruote verso un viaggio che si chiama libertà.

 

 

 

La kermesse dedicata alla body art accende così i riflettori sui maghi della creatività. Visi doloranti, posizioni scomode, e ore interminabili di lavoro sono solo l'abc del settore. I colori si mescolano al sangue, l'ago perfora la pelle, e quella che può sembrare una tortura è, in realtà, una prova di coraggio, mista ad esibizionismo, stravaganza e trasgressione. Che sia un pensiero, un ricordo, una moda, il tatuaggio resta un messaggio duraturo ed eterno.

 

L'adrenalina scorre nelle vene, e la paura del ripensamento soffoca il neofita che si pone davanti all'ignoto. "Sarà doloroso? Guarirà in fretta? Uscirà tanto sangue?". Come se un piccolo disegno potesse turbare l'esistenza irrimediabilmente. Perché, diciamolo, il primo tatuaggio ha sempre dimensioni limitate. Diverse le domande per l'habituè, poste, in questo caso, da conoscenti e inesperti, sempre più attoniti e perplessi all'aumentare della superficie decorata. "Che cosa vuol dire? E se poi ti stufi? Perché hai scelto questo disegno? Ti ha fatto male?" E così, i tatuaggi si fanno più intimi e personali di quanto si possa pensare, e finiscono per raccontare la vita di un individuo sotto forma di una rappresentazione artistica.

 

  

 

L'estetica si mescola alla cultura, spesso anche all'omologazione. Ma se il pregiudizio continua a dilagare, il futuro ci prospetta un mondo di persone "disegnate". Un ritorno al passato, forse, perché l'origine dei tatuaggi si perde nella notte dei tempi e le decorazioni del corpo sono l'espressione della body art più diffusa e antica della storia dell'uomo.

 

Avanzi di galera e celebrità, calciatori e politici, giovani studenti e baby gang, e perfino bellezze eteree come Angiolina Jolie! Oggi tutti si sentono liberi di comunicare attraverso la propria pelle, e il richiamo ancestrale è più forte che mai.

 

 

 

Sfortunatamente la società moderna annulla i profondi significati di simboli e rituali, e il boom sempre crescente degli amanti dell'inchiostro crea tendenze e filoni, facendo perdere di vista la ricerca dell'unicità dell'individuo. Tra un selfie su Instagram, un post di Facebook e un tweet con foto allegata, siamo diventati visivamente schiavi di muscoli sudati e celebrities, immortalati per mostrare al mondo la loro ultima creatura indelebile.

 

Ma per comprendere il vero animo pulsante del settore, per vedere i tatuatori all'opera, e lo spirito ribelle degli abruzzesi, non resta che visitare la East Cost Tatto Convention. Passeggiando nel labirinto di stand è possibile perdersi tra disegni e lettere, tribali e old school. Il popolo di intenditori è pronto ad accogliere i visitatori con calore, sorrisi e cordialità, mentre si respira un'atmosfera di fratellanza in grado di ricordare ai presenti che, tatuati o no, siamo tutti esseri umani.

 

 

 

 

foto di: Giulia Grilli

© Riproduzione riservata

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