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Pubblicato il 10/03/2016 11:11

La Spee attrae ricercatori a L'Aquila

Sono otto le persone altamente qualificate che la Spee ha riportato a L'Aquila da inizio anno, assumendole a tempo indeterminato e inserendole nei propri laboratori di ricerca e sviluppo. Si tratta di ingegneri laureati all'Universita' di L'Aquila che, specializzati, lavoravano in giro per l'Italia e l'Europa. E' la prima infornata di ricercatori che lavoreranno su piu' progetti strategici di ricerca industriale, finalizzati ai nuovi scenari di Smart Cities e dell'Internet delle Cose (IoT). La Spee e' una societa' che offre soluzioni per la sicurezza fisica integrata e per servizi evolutivi di centralizzazione, monitoraggio e gestione di processi e teleservizi. Nel giro di sei mesi il numero di assunzioni di cervelli salira' a quota dodici: sono infatti in arrivo i risultati aziendali di anni di ricerca e sviluppo hi-tech, oggi concretizzabili nel trasferimento tecnologico e nell'innovazione di servizi evoluti per la sicurezza e la telemedicina. Dopo il declino del polo elettronico aquilano Luciano Ardingo, presidente e direttore Generale della societa' Spee, conferma con i fatti che e' possibile un'inversione di tendenza. Un'inversione che non si vedeva da anni. "Se un'impresa e' smart, afferma Ardingo, puo' essere competitiva anche se ubicata a L'Aquila. Nel caso specifico abbiamo riportato a casa talenti ed eccellenze aquilani che daranno ulteriore impulso nel creare nuova ricchezza per il territorio. Oggi non siamo piu' in un mondo dove il grande mangia il piccolo, ma dove il veloce mangia il lento, il capace l'incapace. Nell'era dell'internet delle cose ci saranno dei cambiamenti destinati a rivoluzionare il mondo del lavoro, che potrebbero indurre un'inversione di tendenza, frenando non solo la fuga di nostri cervelli ma attraendone anche altri da territori non competitivi".

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