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Pubblicato il 06/06/2012 11:11

Crac Malavolta, sequestrate quote per 23 milioni di euro

malavolta

Operazione della Guardia di Finanza di Roma. Tra gli indagati gli esponenti della famiglia

Maxi sequestro di 23 milioni al gruppo Malavolta. I finanzieri del Comando provinciale di Roma che indagano su un crack da 100 milioni di euro hanno provveduto al sequestro. Tra i 14 indagati dalla procura capitolina figurano alcuni membri della famiglia (Aristide Romano, il capostipite, Mario e Andrea) e due commercialisti capitolini: l'ipotesi di reato è bancarotta fraudolenta distrattiva del patrimonio di sedici società appartenenti al medesimo gruppo

Per la moglie di uno dei Malavolta è stato ipotizzato il reato di riciclaggio: alla donna sarebbero state intestate, quale compenso liberatorio della separazione legale, le quote di una società immobiliare (la "cassaforte di famiglia", anch'essa sottoposta a sequestro) destinata a custodire parte del patrimonio di famiglia, tra cui un appartamento di pregio a Cortina D'Ampezzo.

 L'inchiesta, condotta dai militari del Nucleo di polizia tributaria di Roma, ha tratto origine nel 2008 dal fallimento della capogruppo "Malavolta Corporate spa", holding di gestione e finanza riconducibile ai fratelli Mario ed Andrea Malavolta, a capo dell'omonimo gruppo, leader nazionale nella produzione e distribuzione di prodotti da forno surgelati per conto terzi. Gruppo cui facevano capo, fino al luglio 2007, direttamente o indirettamente, più di trenta società commerciali il cui fatturato consolidato annuo ammontava a circa 300 milioni di euro, con circa mille dipendenti e stabilimenti sparsi in tutta Italia.

 Le indagini, spiegano gli investigatori, avrebbero portato ad "appurare che, attraverso operazioni di riorganizzazione societaria, alienazioni di partecipazioni, cessioni di beni mobili ed immobili, pianificate ad hoc con la collaborazione di due commercialisti capitolini (Maurizio Barra e Francesco Minnetti, anch'essi indagati per concorso in bancarotta), la capogruppo, poco prima del fallimento, sarebbe stata 'spogliata’ di tutte le importanti e redditizie partecipazioni di cui deteneva il controllo, così arrecando un danno ai creditori, tra cui il fisco". 

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