Nuovo sciopero, domani mattina, dei lavoratori della Italcementi contro la chiusura dello stabilimento di Scafa, prevista a partire dal 31 dicembre 2014. I lavoratori incroceranno le braccia per quattro ore, dalle 8 alle 12, e contestualmente bloccheranno la Tiburtina, all'altezza della fabbrica, come gia' accaduto qualche giorno fa. Per i dipendenti del cementificio si tratta della terza manifestazione in pochi giorni, l'ultima e' stata organizzata il 29 agosto scorso. Torneranno a chiedere il rispetto dell'accordo ministeriale del 14 gennaio 2013 che prevedeva la ristrutturazione della fabbrica e non la cessazione dell'attivita'. Intanto, nelle stesse ore, sulla vertenza si terra' un incontro, a Roma, con il ministro Gaetano Quagliariello ed sottosegretario Giovanni Legnini. Al tavolo saranno presenti organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Provincia di Pescara, Regione e Comune di Scafa.
Il sindaco di Scafa Maurizio Giancola ribadisce che l' amministrazione comunale, insieme alle istituzioni locali e ai sindacati, fara' di tutto per evitare la chiusura dello stabilimento della Italcementi, che da' lavoro a oltre 130 persone. Chiusura prevista a partire dal 31 dicembre 2014. Nel corso di una conferenza stampa, che si e' svolta oggi nel piazzale antistante il cementificio di Scafa, alla presenza dei sindaci del bacino minerario e dei sindacati, Giancola ha sottolineato che si lottera' ''sino alla morte per difendere il cementificio di Scafa e i posti di lavoro degli operai che sono legati all'Italcementi da oltre quarant'anni''. Sempre a proposito del tavolo romano di domani, ha aggiunto di essere pronto, insieme alle altre parti, a ''battere i pugni sul tavolo e a far sentire la propria voce''. Il primo cittadino ha, dunque, spiegato che l'obiettivo comune di istituzioni e sindacati e' impedire la chiusura del cementificio con la riconferma dell'accordo firmato al ministero del Lavoro a gennaio 2013 nel quale si parlava di una ristrutturazione dell' azienda e non di cessazione dell'attivita'. Durante l'incontro di domani, sara' sottoposto all'attenzione del Governo un documento unitario, elaborato da Regione, Provincia, sindacati e amministrazione comunale, nel quale si chiede ''un intervento forte e deciso'' da parte delle istituzioni preposte sia nei confronti della Italcementi che del ministero competente per evitare la chiusura dello stabilimento pescarese.
Il documento unitario che verra' presentato a Roma, pone anche l'accento sul ruolo svolto dalla Sama, la societa' del Gruppo che, oltre a produrre mattonelle, detiene anche le autorizzazioni per lo sfruttamento delle materie prime estrattive minerarie.
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