Polemiche sullo sciopero delle farmacie comunali Se da una parte Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil parlano di 'tentativo di ledere i diritti dei lavoratori', dall'altro Assofarm, l'associazione di categoria, respinge le critiche al mittente.
L'astensione, che ha riguardato circa 3mila lavoratori in tutta Italia, e' stata decisa a sostegno del rinnovo del contratto di lavoro. Tra i nodi sul tappeto le tabelle retributive, l'organizzazione del lavoro e della gestione dei permessi retribuiti e l'orario per i nuovi assunti. 'I sindacati - spiega una nota - registrano l'intenzione da parte di Assofarm di mettere in discussione diritti importanti e di non dare un giusto adeguamento delle retribuzioni, ferme da oltre due anni'.
Lo sciopero, solo per citare alcuni dati di adesion, ha avuto una partecipazione dell'80% dei lavoratori a Torino, mentre a L'Aquila del 30%.
'Da piu' di un anno Assofarm porta avanti il difficile tentativo di salvaguardare tutti, ripeto tutti, i posti di lavoro delle Aziende associate, in un momento in cui la redditivita' e' in netto calo e le farmacie private iniziano a fallire. E' inaccettabile sentirsi dire che stiamo costruendo il Far West dei diritti dei lavoratori - afferma il Presidente dell'associazione Venanzio Gizzi - e' falso sostenere che si vogliono penalizzare i dipendenti delle Farmacie Comunali che Assofarm ritiene essenziali ed imprescindibili per la propria missione'.
Da risolvere, spiega Assofarm, c'e' anche il problema della disuguaglianza dei costi tra farmacie private e comunali: 'Oggi un farmacista dipendente di farmacia pubblica ha un costo per l'azienda superiore del 20% in piu' di un collega del settore privato - sottolinea Gizzi - Assofarm chiede maggiore responsabilita' e comprensione alle proprie controparti sindacali'.
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