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Pubblicato il 09/05/2014 23:11

Etichetta 'salva-cuore' sugli alimenti

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Un'etichetta 'salva-cuore' sugli alimenti per avvisare i consumatori della presenza di alcune sostanze che possono interagire con farmaci evitando l'insorgere di crisi cardiache. Questa la proposta, che verra' formalizzata in un documento da inviare ai ministeri della Salute e delle Politiche Agricole, lanciata dal congresso nazionale "Alimenti e Aritmie" organizzato a Chieti, all'Universita' G.D'Annunzio Chieti-Pescara, dal direttore dell'Unita' operativa di nutrizione umana e clinica del Dipartimento di Scienze sperimentali e cliniche, Nicolantonio D'Orazio. "Per la prima volta - ha detto D'Orazio - si studia il rapporto tra alimenti e aritmie, spesso completamente sconosciuto alla classe medica e specialistica". E cosi' cioccolata, caffe', vino, ma anche pesce e formaggio, fino allo champagne, sotto osservazione nella nuova linea di ricerca che parte da Chieti con un laboratorio scientifico sui 'nutriaritmogeni', termine coniato da D'Orazio e dal suo collaboratore Massimo De Girolamo, che sta a indicare tutti quei nutrienti che possono indurre aritmie cardiache indotte direttamente o indirettamente. Le sostanze sotto accusa sono l'istamina, la tiramina, la cadaverina, la putrescina e la triptamina, ancora piu' dannose se associate a solfiti, sodio benzoato, coloranti e composti chimici naturalmente presenti nel cibo. I rischi aumentano nel caso di pazienti che assumono farmaci in grado di inibire sistemi enzimatici che dovrebbero disattivare queste sostanze. 

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