Il 97,3% delle acque abruzzesi è balneabile, di questo dato l'80% presenta una balneazione "eccellente", il resto "buona". È questo lo stato di salute delle acque regionali che emerge dai numeri in possesso della Regione Abruzzo che sono stati oggetti di una "elaborazione erronea e fuorviante" da parte del ministero della Salute. Le affermazioni sono dell'assessore al Turismo, Mauro Di Dalmazio, che stamane ha presentato il rapporto sulle balneabilità delle acque regionali, precisando alcuni punti del rapporto stesso e i criteri di monitoraggio delle acque stesse. "Il punto principale da chiarire - ha detto Di Dalmazio - è che in Abruzzo le acque marittime sono balneabili e che l'alto livello di qualità è consolidato ormai da anni. I dati forniti dal ministero della Salute sono frutto di una elaborazione fuorviante e di questo bisogna fare giustizia. In questo senso, già lunedì invieremo al ministero della Salute un nostro dossier su tutti i dati di rilevazione omogenei e contemporaneamente avvierò con il presidente della Regione Gianni Chiodi una mediazione politica". L'elemento che avrebbe generato l'errore di valutazione dei dati è stato illustrato da Carlo Visca, responsabile del servizio Acque marittime della Regione: "Il dato, espresso in percentuale, delle acque in classe di qualità scarsa è penalizzante per quelle Regioni come l'Abruzzo che hanno sottoposto a controllo tutta l'area costiera, incluse le foci dei fiumi, rispetto a quelle Regioni che hanno escluso arbitrariamente significativi tratti di costa, considerandoli non adibiti a balneazione, senza alcuna motivazione di carattere tecnico o amministrativo. Una più realistica rappresentazione avrebbe suggerito di introdurre nel conteggio delle acque classificate scarse anche quelle non adibite a balneazione, passando ad elaborare la percentuale che risulta dal rapporto tra chilometri di costa in classe di qualità scarsa o non adibita a balneazione, sul totale dei chilometri di costa".
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