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Pubblicato il 31/01/2013 08:08

Del Turco: mai presi soldi da Angelini

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Al processo Sanitopoli parla l'ex presidente della Regione Abruzzo. L'intervista a Giandomenico Caiazza

Al processo Sanitopoli è il giorno dell'interrogatorio dell'ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco. A distanza di 4 anni e mezzo dagli arresti viene ascoltato in aula per la prima volta l'ex Governatore che già alla prima riposta ha dichiarato di non aver "mai preso soldi da Angelini". Lo ha fatto questa mattina nel corso dell'interrogatorio al processo su presunte tangenti nel mondo della sanita', in corso al Tribunale di Pescara. L'ex governatore, durante l'esame da parte del pm Giampiero Di Florio, ha spiegato che l'ex titolare della clinica villa Pini di Chieti e' stato a casa sua quattro volte. In due occasioni - ha detto sempre Del Turco - Angelini ha parlato delle indagini che lo riguardavano e del timore di essere arrestato e di fallire. In un'altra visita Angelini lo ha invitato al matrimonio della figlia. Tra i passaggi salienti dell'intervento in aula di Del Turco c'e' quello in cui ha sottolineato di aver trovato parecchie cose singolari, in Regione, e la la piu' singolare e' stata la prima cartolarizzazione che includeva i crediti non performing.

'Non c'e' mai stata - ha detto in aula - nessuna busta portata a Collelongo. Mai'. Del Turco ha anche negato il famoso episodio delle mele, raccontato da Angelini. 'Nessuno - ha sottolineato - e' venuto a casa ed e' rimasto sull'uscio di casa'. L'ex presidente Del Turco ha anche negato di aver mai visto l'autista di Angelini. 'Non l'ho mai visto - ha dichiarato - ne' a Collelongo, ne' a Roma, ne' all'Aquila'.

Nel corso dell'interrogatorio, che e' durato quasi tre ore Del Turco, tra le altre cose, ha parlato dei rapporti con l'ex presidente della Fira Giancarlo Masciarelli, con l'Aiop, e dell'azioni portate avanti dalla sua giunta per "far uscire l'Abruzzo dalle Regioni canaglia". Relativamente a Masciarelli ha escluso "un suo ruolo determinante nella stasura della delibera sulla seconda cartolarizzazione. La base e' stata fatta dall'ex assessore Mazzocca e dai suoi uffici".

Per quanto riguarda l'Aiop ha detto "la cosa che mi ha stupito e' stata quella di trovare un'associazione imprenditoriale che aveva questa novita': l'Aiop tendeva a costituirsi o come parte che pensava di poter co-decidere con la Regione o avere potere di veto". Sempre a proposito dei rapporti con le cliniche, l'ex governatore ha evidenziato che "tutti in Abruzzo sapevano che non si poteva piu' dividere cio' che non era divisibile, non c'erano piu' risorse. Le soluzioni erano due: o il dimagrimento di tutte le cliniche o uccidere il vitello grasso, cioe' Angelini. Questa seconda possibilita' era quella prevalente nell'Aiop". Sempre riferendosi all'Aiop "per tre anni sono stato sottoposto a un massacro da parte di questi signori che non volevano cambiare nulla e per questo sono finito sotto una gragnuola di colpi". Infine Del Turco ha ribadito di non aver preso nulla di materiale da Angelini ad eccezione dell'invito al matrimonio della famiglia: "non c'erano neanche i confetti".

'E' stata data la chiave di lettura politica di una vicenda giudiziaria che e' tutta politica'. Lo ha detto, oggi, l'avvocato Giandomenico Caiazza, difensore di Ottaviano Del Turco, al termine dell'interrogatorio del suo assistito. 'Dico - ha proseguito - che i nostri due accusatori, che tra l'altro sono in totale contraddizione tra di loro, fanno la somma del totale del 100 per cento della sanita' privata in Abruzzo. Dico che i due accusatori di Ottaviano Del Turco e della giunta sono i rappresentanti sommati del 100 per cento della sanita' privata abruzzese che ha operato come ha operato, cioe' periodo di vacche grasse con le giunte precedenti, e che poi e' andata incontro a tagli di budget, che hanno largamente superato i 100 milioni di euro. Gli accusatori - ha evidenziato Caiazza - sono i rappresentanti di questo 100 per cento, in assenza totale del benche' minimo riscontro'. Infine il legale ha fatto notare che non e' stato trovato 'neppure un euro fuori posto' a tutti coloro che, secondo l'accusa, li avrebbero ricevuti, a cominciare dal suo assistito.

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