«Due come noi che...» è il titolo dello spetacolo che Gino Paoli e Danilo Rea porteranno in scena al teatro Massimo di Pescara. Uno canta e l'altro suona, e insieme garantiscono una serata di grande musica, a partire dalle 21. Sono protagonisti di uno spettacolo che miscela melodia vocale e armonia strumentale con un occhio attento all'improvvisazione. Ogni tappa del tour racconta una storia a sé, che si nutre dell'ispirazione del momento e attinge all'interminabile lista di successi di Gino Paoli.
L'idea di «Due come noi che...» è una filiazione del progetto «Un incontro in Jazz» e la pubblicazione degli album «Milestones» e «Auditorium Recording Studio». Gino Paoli ha firmato alcune delle pagine più belle ed emozionanti della musica pop italiana. Originario di Monfalcone, è a Genova, dove si è trasferito da bambino, che debutta come cantante da balera, per poi formare una band musicale con gli amici Luigi Tenco e Bruno Lauzi. Ma prima ha ftato davvero di tutto: il facchino, il grafico pubblicitario e il pittore. Quando casa discografica Ricordi decise di estendere la propria attività alla musica leggera, scritturò questo cantante dalla strana voce miagolante, oggi riconosciuto come uno dei più grandi rappresentanti della musica leggera italiana degli anni Sessanta e Settanta. Tra i suoi titoli «Il cielo in una stanza», «La gatta», «Senza fine», «Sapore di sale», «Una lunga storia d'amore», «Quattro amici». Ha partecipato a numerose edizioni del Festival di Sanremo e ha collaborato con numerosi colleghi alla realizzazione di album e di singoli di successo, oltre che composto musiche per colonne sonore di film.
Il nome di Danilo Rea è legato al jazz ma sono tutt'altro che estemporanee le sue esperienze nel pop e nella musica d'autore. Nel suo palmarès spiccano le collaborazioni con Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano. Tra gli altri artisti con cui ha collaborato sul palco e negli studi di registrazione, Steve Grossman, Bob Berg, Michael Breker, Billy Cobam, Johnny Griffin, Phil Woods, Art Farmer, Dave Liebman, e molti altri. I suoi concerti di piano solo con le sue improvvisazioni, che spaziano su qualsiasi repertorio lo hanno portato ad esibirsi in tutto il mondo: oltre ad essere stato il primo jazzista ad avere un concerto di piano solo alla sala Santa Cecilia (nel 2003), nel 2006 è stato protagonista di un concerto memorabile al Guggenheim Museum di New York. Successivamente con «Concerto per Peggy» ha omaggiato Peggy Guggenheim con un recital pianistico che attraversa e celebra la musica classica americana della prima metà del secolo scorso. Nel 2009 si è esibito al Teatro la Fenice di Venezia e ha chiuso la 68° stagione della Camerata Musicale Barese con un concerto al Teatro Petruzzelli. Oltre al jazz prosegue anche un intenso rapporto anche con la musica classica, di cui ha già pubblicato diversi dischi di improvvisazione su arie liriche. Ha inciso «Tributo a Fabrizio De André».
Ultimi biglietti dalle 18 al botteghino a 40, 34,78 e 26,09 euro.
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