Il rischio di 'inficiare l'emersione' e la mancanza di una campagna di comunicazione, su diritti e opportunita', destinata agli immigrati sono tra le criticita' individuate dalla Cgil Abruzzo nel decreto legislativo 109/2012 che, adottato in seguito all'entrata in vigore della Direttiva comunitaria 52, da domani e fino al 15 ottobre consentira' di regolarizzare i lavoratori immigrati occupati in nero.
Per il sindacato, rischiano di inficiare l'emersione elementi come l'unilateralita' della domanda di emersione in capo al datore di lavoro, il costo troppo elevato della procedura, la mancata previsione di un permesso per ricerca lavoro qualora la domanda di regolarizzazione venisse respinta per motivi non dipendenti dalla volonta' del lavoratore e quella che il sindacato definisce la 'curiosa' archiviazione dell'istanza nel caso il lavoratore non si presenti all'appuntamento per la stipula del Contratto di Soggiorno, mentre per il datore di lavoro il non presentarsi all'appuntamento non prevede alcuna sanzione.
'Con queste criticita' - afferma Alessandra Genco della segreteria regionale del sindacato -, non e' difficile prevedere l'insorgere di un forte contenzioso, cosi' come e' accaduto con la pessima regolarizzazione del 2009 di Colf e Badanti con enormi ed ancora aperti strascichi giudiziari e tensioni sociali'.
© Riproduzione riservata
Utenti connessi: 4
Condividi: