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Pubblicato il 19/12/2012 23:11

Stangata con la Tares ma Teramo abbassa i costi

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Indagine della Uil a livello nazionale

Con la nuova tassa sui rifiuti stangata in vista per le famiglie italiane nel 2013. La staffetta tra Tarsu e Tares, infatti, a partire dal nuovo anno portera' con se un ulteriore aggravio sul bilanci familiari; il 35,7% in piu' di quanto si pagava con la vecchia imposta, in soldoni 80 euro a famiglia. A fotografare gli effetti della nuova imposizione e' la Uil con una indagine del servizio politiche territoriali.

Stando ai dati del nostro monitoraggio - spiega Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL- delle 89 città capoluogo di provincia, quest'anno, 39 hanno aumentato la tassa, 47 hanno confermato le tariffe dello scorso anno (in 1molti di questi c'erano già stati aumenti lo scorso anno), soltanto 3 città sono in controtendenza (Lucca - 7,5%; Treviso - 5,4%; Teramo - 4,8%)

Di male in peggio, dunque, sintetizza il sindacato che stima come nel 2013 "la Tares pesera' mediamente sui bilanci delle famiglie 305 euro, piu' della media dell'Imu sulla prima casa; in valori assoluti, infatti, la Tares vale circa 1,9 miliardi di euro in piu' che si aggiungono ai 7,6 miliardi di euro pagati nel 2012 con le bollette sui rifiuti.

"Ormai i dati ci indicano che, oggi, purtroppo il livello di tassazione locale (Imu, Addizionali Irpef, Tariffa rifiuti) incide per il 30% (oltre 1.700 euro) sulla pressione fiscale complessiva e gli aumenti colpiscono principalmente i lavoratori dipendenti e pensionati", commenta il segretario confederale Guglielmo Loy che chiede "di rettificare i decreti attuativi del federalismo fiscale".

Gia' nel 2012, infatti, la vecchia Tarsu aveva denunciato, stima ancora la Uil, aumenti medi del 2,4%, piu' del 14,3% in 5 anni per un esborso complessivo di 225 euro. Aumenti in corso d'anno registratisi in 39 citta' capoluogo: Bari con il +30%, Milano con il +20%, Novara con il +19,2%, Firenze con il +16,6% ed Avellino con il +15%. 

 

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