Ha una figlia di 10 anni, gli occhi vispi pieni di entusiasmo, e a soli 33 anni ha vinto il concorso da dirigente scolastico. Si chiama Anna Paola Sabatini, di Vasto, ed è riuscita da donna a conquistare un pezzettino di "cielo".
Lei ha bruciato le tappe. Leggendo rapidamente il suo curriculum, si trovano tre lauree, un master di secondo livello, esperienze nell'insegnamento scolastico, nella docenza universitaria e nella gestione aziendale delle risorse umane, pubblicazioni scientifiche, ha fatto parte del Consiglio d'Amministrazione dell'Università, senza dimenticare la fresca vittoria nel concorso per dirigenti scolastici. Come ha fatto a raggiungere questi risultati?
Sicuramente l'elemento caratterizzante il mio profilo è la tenacia. Non mi abbatto per le "cadute". Non mi deprimo mai, anche perché se ci si abbatte non si va da nessuna parte. Affronto la vita con il sorriso. Credo sia il modo migliore. Non mi spavento dinanzi alle difficoltà e mi organizzo per lavorare per obiettivi.
È difficile conciliare la carriera con la famiglia?
Dobbiamo sfatare il mito della necessità di una scelta. Una donna può conciliare le proprie ambizioni professionali con la famiglia. Certamente è più difficile, è faticoso, ma coniugare questi due aspetti ti dà solidità, stabilità, ti dà completezza come persona e questo è un notevole valore aggiunto. io ho compiuto i passi più importanti con mio marito e mia figlia accanto.
Lei ha specificato "una donna" può conciliare i due aspetti. Come mai questa puntualizzazione?
Credo sia fondamentale. Una donna magari fa più fatica perché ha diverse esigenze da conciliare ma al tempo stesso regala molte soddisfazioni il farsi strada. Devo riconoscere di non essere mai stata discriminata in quanto donna, anzi ho avuto la fortuna di poter collaborare con persone che mi hanno dato il giusto spazio e sono state fondamentali nel mio percorso, forse proprio perché colpite dalla mia determinazione e dal mio grande entusiasmo mi hanno dato la possibilità per dimostrare concretamente quanto una donna possa essere portatrice di specificità che aggiungono valore alle situazioni. Di certo poi non sarei arrivata dove sono adesso senza il supporto costante della mia famiglia tutta, quella di provenienza dei miei genitori e quella che ho costruito poi.
Parliamo di sua figlia.
Ho una figlia di 10 anni. Mi assomiglia molto, sono veramente orgogliosa di lei. Cerco di seguirla nelle sue attività ma al tempo stesso le lascio la libertà di poter coltivare i propri sogni e le proprie inclinazioni. Io ad esempio ho studiato musica per tanti anni, ho fatto mille cose diverse e credo che alla fine la molteplicità delle esperienze abbia aiutato la mia crescita. Per questo motivo lascio grande libertà di scelta e di esperienza anche a mia figlia cercando di farla partecipe il più possibile anche del mio percorso professionale. L'aver compiuto la scelta di avere una figlia in età oggi non consueta mi ha aiutata di certo a crescere con lei.
Che messaggio vuole lanciare ai giovani, ai suoi coetanei, spesso apostrofati con definizioni poco lusinghiere, da bamboccioni a choosy ?
È importante dire ai giovani che occorre lavorare per obiettivi, avere dei traguardi da raggiungere, crederci e sacrificarsi. È fondamentale. Non bisogna farsi demoralizzare dai fattori di contesto, dai pregiudizi. La determinazione e la tenacia di andare diritti per la propria strada sono importantissimi, anche perché il lavoro prima o poi paga.
Lei ha avuto esperienze di insegnamento, come l'hanno accolta i ragazzi, vedendo una insegnante che aveva pochi anni più di loro ?
L'esperienza dell'insegnamento mi ha fatta maturare moltissimo. La differenza minima di età aiuta ad entrare in empatia più facilmente, anche se bisogna distinguere l'autoritarietà dall'autorevolezza, ma i ragazzi questa differenza la comprendono. Secondo me la vicinanza anagrafica da una parte sprona anche i ragazzi che vedono che il lavoro paga e che senza sacrifici non si può raccogliere nulla. C'è inoltre la possibilità di un interscambio maggiore con i propri studenti. Loro trovano la disponibilità di una persona portatrice di conoscenze e di una esperienza professionale e di vita che può essere di esempio. Forse è esagerato dire che si può diventare un modello, però in effetti è questo il concetto. Ovviamente la limitata differenza di età nulla toglie all'autorevolezza dell'insegnante.
Per concludere, che consiglio vuol dare ai giovani e in particolare alle giovani donne che vogliono dedicarsi alla carriera?
Il suggerimento è quello di non abbattersi dinanzi alle prime difficoltà. Credere in un obiettivo è fondamentale per andare avanti e raggiungerlo, con il sacrificio e con la passione per il lavoro che si svolge.
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