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Pubblicato il 26/02/2013 22:10

L'analisi del voto in Abruzzo

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Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e' il primo partito d'Abruzzo. Alla Camera sfiora il 30 per cento (29,86) con 231.523 voti, in vetta alle preferenza; al Senato si attesta al 28,36 per cento (201.328 voti), subito dopo il Pdl di un rinato Silvio Berlusconi (29,62 per cento).

Significa, in termini di poltrone, due eletti grillini al Senato, Enza Blundo e Gianluca Castaldi, e tre alla Camera, Gianluca Vacca, Andrea Colletti e Daniele Del Grosso. Un exploit inaspettato per il Movimento 5 Stelle, vincitore assoluto in interi comuni d'Abruzzo. La coalizione di centrodestra, nonostante la bagarre pre elettorale per la composizione delle liste, si conferma roccaforte: prima al Senato, seconda alla Camera (29,53 per cento). Al Senato si aggiudica quattro seggi: Silvio Berlusconi, Gaetano Quagliariello, Paola Pelino ed Antonio Razzi (contro il quale di era battuto anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi). In caso di opzione del Cavaliere per un'altra regione, entrerebbe Federica Chiavaroli.

Alla Camera, nel Pdl, passano Filippo Piccone, Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano. Si attendeva una performance migliore da parte del Pd, terzo sia al Senato (28,08 per cento delle preferenze) che alla Camera (26,04 per cento). Un solo seggio, dunque, per il Senato, l'assessore comunale, gia' presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane; sei alla Camera, Giovanni Legnini, Antonio Castricone, Tommaso Ginoble, Maria Amato, Yoram Gutgeld e Vittoria D'Incecco.

Vittima illustre del deludente risultato Pd, il senatore Franco Marini (secondo in lista dopo la Pezzopane) che saluta palazzo Madama. Non ce la fa Carlo Masci, con la lista civica (solo al Senato) 'Rialzati Abruzzo'; Paolo Gatti, assessore regionale, trascinatore de 'I Fratelli d'Italia', al quale non sono bastati 28 mila voti; Nicoletta Veri', simbolo dell'insuccesso della lista Monti; e Giorgio De Matteis, vicepresidente del Consiglio regionale, ed anche lui al centro di una polemica pre elettorale con l'Udc locale.

Debacle anche per i rappresentanti abruzzesi di 'Rivoluzione civile': fuori il senatore Alfonso Mascitelli e Carlo Costantini, ex deputato, capo dell'opposizione all'Assemblea regionale. Lo tsunami grillino viene visto come un voto di protesta per quanto ne' centrodestra, ne' centrosinistra hanno saputo fare in questi anni per l'Abruzzo e per la ricostruzione post sisma all'Aquila; forze troppo litigiose, spesso inconcludenti. Del resto Silvio Paolucci, segretario regionale Pd, dopo i primi risultati di ieri sera aveva parlato chiaro: 'puniti i grandi partiti a tutto vantaggio del Movimento 5 Stelle'. In buona sostanza, il voto ha confermato il dilagante fenomeno Grillo ed ha ridato vigore al centrodestra.

Preoccupazione ingovernabilita' per tutti. Ma l'Abruzzo non ha tempo di rifiatare perche' davanti ha le elezioni regionali (fine 2013-primavera 2014). E i verdetti di queste elezioni politiche potrebbero dare buone indicazioni.

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