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Pubblicato il 21/01/2015 20:08

Multa 1.400 euro autovelox a D'Alfonso, Febbo: 'Ora chi paga?'

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Pronta la replica di Camillo D'Alessandro

L'auto sulla quale viaggiava il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso,  è stata sanzionata in autostrada di 1.405 euro per eccesso di velocità. A ricostruire la vicenda e' il presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo (Fi), il quale, chiedendo se tali spese saranno a carico della Regione, parla di un governatore "fedele al suo slogan 'Abruzzo Veloce'". Il fatto risale al primo agosto scorso. "Alla guida dell'auto sembra ci fosse il suo autista che rischierebbe anche una sospensione della patente. Il Prefetto dell'Aquila ha puntualmente rigettato il ricorso ordinando il pagamento della sanzione. Il presidente ha deciso di tentare il ricorso davanti al Giudice di Pace competente e in autotutela dinanzi al Prefetto di L'Aquila; per questo il 13 gennaio 2015 la Giunta regionale, con Delibera n. 21, ha conferito a due legali dell'Avvocatura regionale l'incarico di tutelare gli interessi dell'amministrazione regionale. Presentero' una interrogazione urgente - conclude l'esponente di centrodestra - per chiedere al presidente della Regione chi si fara' carico di tutte queste spese; con quale macchina e' stata commessa l'infrazione e a che velocita' procedeva. Quali fossero i motivi per cui viaggiava spedito in autostrada alle 6:40 del mattino e se la Regione intenda prevedere un rimborso o risarcimento danni a beneficio dell'autista nell'eventualita' incorra in una sospensione della patente". 

La replica di Camillo D'Alessandro

“Il Prefetto di L’Aquila ha rigettato il ricorso avverso la multa per eccesso di velocità comminata alla vettura di rappresentanza del Presidente D’Alfonso alle ore 6.40 del 1° agosto 2014 sull’autostrada A-25 poiché la Polizia della Strada ha prodotto delle controdeduzioni sulla insussistenza dello stato di necessità. In realtà ci troviamo di fronte ad una violazione posta in essere per garantire l’adempimento di un dovere istituzionale, ai sensi dell’art. 4 della legge 689/81”. Inizia così la replica del Sottosegretario alla Giunta regionale Camillo D’Alessandro al comunicato – diffuso dal consigliere regionale Mauro Febbo – in merito al ricorso contro la sanzione.

“Tale dovere istituzionale – spiega D’Alessandro – si esplicava nella necessità di partecipare ad un riunione presso il Ministero dello Sviluppo economico a Roma, prevista alle ore 8:00, per fare il punto con tutti i livelli istituzionali (il Direttore generale del Ministero dei Beni culturali e i Comuni) e poi discutere con il viceministro Claudio De Vincenti del gasdotto della Snam che dovrebbe attraversare l’Abruzzo. Questo verrà rappresentato nel ricorso che, come ogni cittadino – e quindi senza alcun privilegio – il Presidente D’Alfonso presenterà al Giudice di pace di Avezzano, competente per territorio”.

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