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Pubblicato il 03/07/2013 14:02

Ogni abruzzese spende 776 euro l'anno alle slot

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E' l'Abruzzo la regione dove si gioca di piu' alle slot machine: ogni abruzzese spende la meta' di uno stipendio medio ogni anno (776 euro), il 5% del reddito pro capite. E' quanto emerge da un'inchiesta di Wired, in edicola da domani, che per la prima volta ricostruisce la distribuzione in regini, province e comuni dei luoghi che ospitano le "macchinette" e il loro impatto sul reddito e la salute. La' dove ci sono piu' slot machine si gioca (e si perde) di piu' secondo l'inchiesta. A Genova, la battaglia dello scomparso don Andrea Gallo aveva spinto il Comune a varare, lo scorso marzo, un regolamento contro la proliferazione delle macchinette stabilendo distanze minime da scuole, parchi e altri luoghi "sensibili". Stessa cosa, l'anno prima, aveva fatto il Comune di Trento e provvedimenti analoghi sono stati approvati in altre citta'. La reazione di Genova e Trento non e' un caso, perche' i dati raccolti da Wired mostrano che i due capoluoghi guidano, rispettivamente, la classifica delle citta' grandi e medie per quanto riguarda la concentrazione dei cosiddetti mini-casino'. Questi esercizi sono appena 2.409, sulle 113.877 attivita' che ospitano le slot machine, ma il loro impatto sul territorio secondo l'inchiesta e' ben piu' alto del loro numero totale, come emerge collegando la loro distribuzione a livello locale con i dati sul reddito. Le statistiche su quanto viene giocato nelle regioni sono chiare: non solo si tende a sborsare di piu' in assoluto, ma anche in proporzione alle disponibilita' degli abitanti. Un esempio? Il Molise presenta il piu' alto tasso di mini-casino' per popolazione (7,3 ogni 100mila abitanti); allo stesso tempo la cifra pro capite giocata dai molisani alle slot ogni anno (750 euro nei primi 10 mesi del 2012) rappresenta il 4,93% del reddito procapite, la seconda percentuale piu' alta tra le regioni (il primato spetta all'Abruzzo). Ma anche a Massa e Carrara ci sarebbe poco da stare allegri: e' prima tra le province per mini-casino' ogni 100 mila abitanti. Al di la' dei soldi, comunque, l'incrocio tra la concentrazione territoriale degli esercizi e le statistiche sanitarie mostra, secondo Wired, che la diffusione delle macchinette va a braccetto con il rischio di patologie legate all'azzardo e di dipendenze, in particolare tra i giovani. In questo caso il veicolo non sono piu' i mini-casino' ma le sale giochi, spazi nati per i videogame ma che troppo spesso ospitano anche slot machine. Su questo fronte il caso della Calabria e' emblematico: la regione detiene il record per questi locali (quasi 30 ogni 100mila persone) e registra la piu' alta incidenza di giovani giocatori problematici o a rischio (4,7%).

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