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Pubblicato il 30/01/2014 23:11

Rapporto Italia di Eurispes boccia la Ricostruzione

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 Un capitolo del Rapporto Italia 2014 è dedicato alla ricostruzione dopo il sisma del 6 aprile che ha colpito L'Aquila, e la conclusione è netta: "Soldi spesi male e L`Aquila resta un cratere". Il 4 novembre 2013 è stato infatti reso noto un dossier di denuncia sull`utilizzo del Fondo di solidarietà dell`Ue per per il terremoto che ha colpito l`Abruzzo e in particolare la Provincia de L`Aquila causando 309 vittime. L`Italia rischia ora - ricorda l'Eurispes - rischia di dovere rimborsare oltre 300 milioni di contributi a Bruxelles per non aver rispettato i punti previsti dal Fondo e per la gestione nella ricostruzione. E a tutt`oggi il centro de L`Aquila è denominato il "cratere" poiché non è visibile nessuna attività di ricostruzione. L'Eurispes ripercorre le fasi post sisma. Nel 2009 viene approvato il Piano C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili), progetto che ha lo scopo di fornire in un breve periodo di tempo un alloggio provvisorio ma di media qualità. Obiettivo del Piano è la realizzazione entro 5-6 mesi, prima dell`arrivo dell`inverno, di nuove abitazioni antisismiche e lo spostamento degli abitanti dalle tendopoli. Il 29 settembre vengono consegnati i primi appartamenti del progetto C.A.S.E, 400 alloggi antisismici nel nuovo quartiere di Bazzano. L`11 novembre 2009 il Parlamento Europeo approva la proposta della Commissione concernente il Fondo di Solidarietà dell`Unione europea (Fsue) per L`Aquila, il quale garantiva: 493,7 milioni di euro e la modifica del programma del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr) per l`Abruzzo (2007-2013) che ha comportato il trasferimento di fondi nella dotazione del programma operativo regionale. I finanziamenti a titolo del Fesr non si sono potuti utilizzare per la ricostruzione delle abitazioni private distrutte o danneggiate ma solo per lo sviluppo economico dell`area colpita dal terremoto e per un numero limitato di interventi infrastrutturali che non rientravano nel campo di applicazione del Fondo di solidarietà. Un anno dopo il terremoto, risultavano 14.462 aquilani alloggiati negli appartamenti del Progetto C.A.S.E. Al 13 agosto 2010 il Progetto è costato 809 milioni di euro su 1.086 milioni finanziati: 700 milioni di euro di origine governativa, 36 milioni da donazioni e 350 milioni provenienti dall`Unione europea, per la costruzione di 4.449 appartamenti alloggianti circa 15.000 persone con un costo totale al m² di 1.368 euro. Per il progetto M.A.P., Moduli Abitativi Provvisori, della frazione aquilana di San Gregorio realizzati dal gruppo Rubner che hanno vinto il Social Housing Awards 2010 in virtù dei tempi di realizzazione, 36 giorni per 220 abitazioni e del costo di costruzione 733 euro/m², circa un quarto del costo del Progetto C.A.S.E. Nell`aprile del 2012, il Ministro alla coesione territoriale effettua una Relazione sui fondi stanziati per la ricostruzione alla Regione Abruzzo.

Sono 2,9 i miliardi di euro per gli interventi di emergenza, di cui: 680,1 milioni per la prima emergenza: assistenza popolazione; demolizioni; puntellamenti; strutture alberghiere di 130 milioni; spese forze armate; ripresa attività scolastica; personale; anticipazioni ai Comuni; 700 milioni per il Progetto C.A.S.E.: 4.449 immobili, 12.969 persone ospitate e per i Map: 3.535 strutture, 7.202 ospiti; 493,8 milioni dall`Unione europea - Fondo di Solidarietà; 667 milioni per Emergenze varie e assistenza alla popolazione: Strutture commissariali; convenzioni; contratti Enti locali; forze armate; vigili del fuoco e altre spese di personale; 82,8 milioni per i moduli scolastici ad uso provvisorio: 32 scuole prefabbricate per 6.000 studenti; altre spese per ripresa attività scolastica, esenzione pedaggi, indennizzi, sospensione pagamenti tasse, attività di soccorso e così via. Sono stati trasferiti 1,96 miliardi per la ricostruzione, di cui: 1,04 miliardi per la ricostruzione di edifici privati sotto forma di mutui erogati indirettamente da Cassa Depositi e Prestiti ai cittadini con rate a carico del Bilancio dello Stato; 736,7 milioni per la ricostruzione di edifici privati erogati con delibere del Cipe attingendo dai Fondi FAS e dal Fondo Strategico; 95,7 milioni per la ricostruzione di edifici pubblici; 81,6 milioni per la ricostruzione di edifici scolastici. Osservando tale bilancio è possibile affermare, come confermato dal recente rapporto dell`Unione europea, che "si sarebbe potuto organizzare una migliore gestione", sottolinea l'Eurispes. La Corte dei Conti Europea ha iniziato nel 2012 a indagare sulle gestione ricostruzione e utilizzo dei fondi esaminando ogni elemento e riscontrando che gli interventi da finanziare includevano il ripristino immediato delle infrastrutture nei settori dell`elettricità, delle condutture idriche e fognarie, dei trasporti, delle telecomunicazioni, della sanità e dell`istruzione, nonché la realizzazione di misure provvisorie di alloggio e l`organizzazione dei servizi di soccorso destinati a soddisfare le necessità immediate della popolazione. A causa del terremoto, 67.500 persone sono rimaste senza alloggio; circa il 30% (144 milioni di euro) del contributo dell`Fsue è stato destinato a interventi sotto ogni profilo ammissibili ai sensi del regolamento istitutivo dell`Fsue. Invece, "il progetto C.A.S.E., sebbene rispondente alle effettive necessità, non ha rispettato le specifiche disposizioni del regolamento Fsue. Questo perché tramite il progetto sono stati costruiti edifici permanenti invece di case provvisorie". E il progetto ha assorbito il 70% del finanziamento (350 milioni di euro). E anche se la strategia prescelta ha soddisfatto le necessità abitative di 15.000 delle persone colpite dal sisma, "non ha risposto in modo tempestivo e con sufficiente capacità agli effettivi bisogni della popolazione". Indine, "gli edifici costruiti nell`ambito del progetto C.A.S.E. sono stati molto più cari rispetto a quelli costruiti in situazioni normali".

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