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Pubblicato il 09/07/2013 10:10

Sevel, la Fiom chiede investimenti a Marchionne

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Lettera del sindacato all'indomani della visita dell'amministratore delegato della Fiat


"Bisogna da subito programmare un congruo investimento che nel giro dei tempi tecnici di progettazione e industrializzazione metta in campo il nuovo Ducato". Lo affermano la Rsa Fiom della Sevel, Fiom Chieti e Fiom Abruzzo in una lettera all'Ad di Fiat e alla direzione aziendale Sevel alla vigilia della visita di Sergio Marchionne nello stabilimento della Val di Sangro.
"Dalla sua visita nel nostro stabilimento ci aspettiamo - afferma la Fiom in una nota- risposte concrete alle tante domande sul futuro produttivo e occupazionale, a partire dalle alleanze per il nuovo veicolo che dovra' sostituire X 250. Sul territorio e tra le istituzioni circolano diverse versioni su quanto verra' a dire. Se verra' annunciato il restyling dell'attuale veicolo, questa e' una notizia positiva, i lavori sono gia' in corso. La Val di Sangro e l'intero Abruzzo si aspettano e meritano di più".

"Questa fabbrica, per garantire il futuro occupazionale anche a quei circa 1000 giovani che non sono stati riconfermati e la sua missione all'interno del gruppo Fiat per produrre un veicolo commerciale appetibile sul mercato, in grado di saturare gli impianti, ex progetto 300.000, ha bisogno di una conferma di un'alleanza o di una nuova, con partner di livello internazionale che abbia gia' sbocchi sui vari mercati mondiali. Cosi' com'e' stato per gli oltre 30 anni di vita di Sevel, la Fiom - si legge sempre nella lettera - sara' pronta a questa nuova sfida, ma la direzione aziendale deve riconoscere i diritti democratici e le liberta' dei lavoratori. Bisogna assumersi le reciproche responsabilita' necessarie a mantenere e far crescere le ottime performance di produttivita' investendo anche per il miglioramento delle postazioni di lavoro nel pieno rispetto della salute e della sicurezza. Non si puo' dimenticare - conclude la Fiom - che con l'introduzione del CCSL vi e' stato una iduzione dei diritti sindacali, economici e normativi da recuperare al piu' presto con la contrattazione vera, quella che ora non esiste più".

 

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