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Pubblicato il 09/09/2014 22:10

Anziano morto a Montesilvano per la caduta in bagno

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Il Ris ha ricostruito la dinamica della morte. Confermato il fermo della 33enne

Il gip del Tribunale di Pescara Maria Michela Di Fine ha convalidato il fermo della 33enne nigeriana indagata per la morte di Donato Pangiella, il 74enne di Spoltore, il cui corpo e' stato rinvenuto sabato pomeriggio nell'ascensore di un condominio in via Cerrano, a Montesilvano. La donna, accusata di omicidio preterintenzionale, resta in carcere, a Teramo. Stando alla versione dei fatti fornita dalla 33enne, lei e l'anziano si sarebbero incontrati in un supermercato della zona e lui si sarebbe offerto di accompagnarla a casa, per trasportare la spesa. Una volta nell'appartamento, sempre secondo il racconto della nigeriana, ci sarebbero state delle avances da parte dell'uomo. La 33enne a quel punto lo avrebbe spinto e l'anziano sarebbe caduto, battendo la testa, probabilmente contro un mobile. Il 74enne, stando alla ricostruzione, avrebbe raggiunto autonomamente l'ascensore, in cui poi e' stato trovato morto al piano terra.

I Carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) hanno accertato la presenza di tracce di sangue all'interno del bagno dell'appartamento della 33enne nigeriana in carcere per la morte di Donato Pangiella. Gli accertamenti confermano, dunque, che i fatti si sono svolti in bagno. Stando alla ricostruzione degli investigatori, l'anziano avrebbe accompagnato la donna a fare la spesa in un supermercato della e poi l'avrebbe riportata a casa. Una volta nell'appartamento, il 74enne avrebbe chiesto di andare in bagno e li ci sarebbero state delle avances da parte dell'uomo. La 33enne, a quel punto, lo avrebbe spinto e lui sarebbe caduto, battendo la testa sullo spigolo della vasca da bagno. Gli accertamenti del Ris hanno infatti evidenziato la presenza di tracce ematiche proprio sulla vasca, nonostante la nigeriana avesse pulito il sangue dopo l'accaduto. L'anziano, ferito alla testa, avrebbe accusato un malore quando era ancora in casa. La donna ed un suo connazionale che vive con lei avrebbero poi trasportato il 74enne, pressoche' privo di sensi, in ascensore e lo avrebbero mandato al piano terra. In base ai risultati dell'autopsia, all'origine del decesso ci sarebbe un infarto, con tutta probabilita' conseguente allo choc dei fatti. Da quando l'uomo e' stato trasportato in ascensore al ritrovamento del corpo sarebbe passata oltre mezz'ora. I militari del Ris, che hanno consegnato una relazione preliminare delle attivita' svolte, hanno anche prelevato all'interno dell'appartamento degli abiti che saranno sottoposti ad esami. Si tratterebbe dei vestiti che la donna indossava quando era con il 74enne. La nigeriana e' accusata di omicidio preterintenzionale. Il gip del Tribunale di Pescara Maria Michela Di Fine, dopo l'interrogatorio, ha convalidato il fermo, accogliendo quindi la tesi accusatoria del pm Giampiero Di Florio. La 33enne resta in carcere, a Teramo. Delle indagini si occupano i Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Pescara, diretti dal capitano Eugenio Stangarone.

 

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"Ha confermato sostanzialmente la sua versione dei fatti, ribadendo quindi la sua innocenza". Cosi' l'avvocato Alba Ronca al termine dell'interrogatorio della nigeriana di 33 anni sottoposta da domenica a fermo di indiziato di delitto per il reato di omicidio preterintenzionale, in seguito alla morte di Donato Pangiarella, il 74enne di Spoltore, il cui corpo e' stato trovato sabato pomeriggio in un ascensore di un condominio di via Cerrano a Montesilvano. L'interrogatorio del gip del Tribunale di Pescara Maria Michela Di Fine e' andato avanti per circa due ore. Presenti anche il pm Giampiero Di Florio e il comandante del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Pescara, Eugenio Stangarone. Uscendo dal tribunale, il difensore della nigeriana, nel rispondere alle domande dei cronisti, ha aggiunto che la donna e' "provata e sicuramente si e' trovata catapultata in una situazione non semplice". Il gip si e' ritirato per decidere se convalidare o meno il fermo.

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