Conservare il gusto tipico del writer a lasciare il segno sui luoghi dimenticati della città, evitando però di imbrattare e rovinare monumenti, pareti e pezzi di arredo urbano, è oggi possibile. Grazie a una speciale invenzione di due giovani designer pescaresi di 25 e 22 anni, Benedetta e Pietro Fedele, che si sono aggiudicati il terzo posto al concorso "Samsung young design award", i ragazzi oggi possono disegnare sulle superfici della città e condividere le proprie creazioni sui social network. Il tutto rimanendo in una dimensione esclusivamente digitale.
Il progetto, che si ispira alla street art e al mondo del graffitismo, è stato messo a punto da due studenti di design industriale all'Istituto superiore per le industrie artistiche (Isia) di Roma, succursale di Pescara. Pietro e Benedetta, fratello e sorella, si sono messi alla prova tentando di applicare «le potenzialità dell'innovazione tecnologica alla vita quotidiana nell'ambiente urbano». Il risultato è "D Mark" un prototipo che, nell'aspetto esteriore, ha la forma di un cordless che poggia su una base. In realtà, invece, l'apparecchio contiene un tasto per un microproiettore e una bomboletta digitale, entrambi connessi tramite bluetooth. Grazie all'apposito sensore di movimento, è possibile proiettare sul display di "D Mark" l'immagine di un monumento, una scultura o una piazza, iniziando a disegnarci sopra e caricando, in tempo reale, le foto su Facebook, Twitter, Instagram e le altre community online.
Sono 14 i progetti esposti fino al 29 novembre prossimo nel museo Leonardo Da Vinci. La sala è stata trasformata in un tunnel concettuale, mentre le opere integrate nell'allestimento sono diventate un'architettura da percorrere ed esplorare attraverso i dispositivi tecnologici: per il visitatore è un viaggio sensoriale, un percorso, un punto di vista prospettico nella città, fatto di suggestioni e realtà aumentata.
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