Una manifestazione a Roma, davanti alla sede dell'Inps; un pool di legali per impugnare la circolare, un incontro con il Presidente del Consiglio Monti ed esperti. Infine, se nessuno ascoltera', un'altra manifestazione a Roma, di tutti. Sono le proposte del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, dopo le notizie relative alla restituzione del 100% dei contributi sospesi dopo il sisma del 2009 - prevista da circolari Inps e Inail dei giorni scorsi - nonostante la legge 183 del 2011 abbia fissato la restituzione solo del 40%.
La riunione si e' svolta sotto il tendone di Piazza Duomo, nel cuore del centro storico danneggiato dal sisma.
'In questo momento la situazione aquilana e' estremamente difficile - ha detto Cialente -. Pochi come me, hanno il polso reale della situazione, della disperazione. Abbiamo davvero tirato la corda. Dal 31 di agosto sino agli ultimi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri della scorsa settimana, noi siamo sospesi. Sono tre mesi che non abbiamo nulla per pagare il contributo di autonoma sistemazione a questo si associa una crisi industriale pesantissima. Resta, in questo quadro, un qualcosa di allucinante: una legge, la 183, che stabilisce la restituzione al 40%. Una legge per la quale abbiamo preso le botte, per la quale alcuni aquilani sono ora sotto processo. Siamo disperatamente nei guai - ha concluso il Cialente -. Alla manifestazione del 26 ottobre davanti alla Prefettura forse chiederemo ai ministro di non venire perche' la situazione e' drammatica'.
In una lettera urgente al Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, al Capo di Gabinetto Ministero per la Coesione Territoriale Alfonso Celotto ed al Titolare della Gestione Stralcio della Contabilita' del Terremoto Abruzzo Aldo Mancurti, il Sindaco dell'Aquila Massimo Cialente chiede di predisporre con la massima urgenza, entro e non oltre i prossimi due giorni, il pagamento del Contributo per l'Autonoma Sistemazione.
"Questa mattina sono stato aggredito fisicamente da persone ormai disperate che non riescono a pagare gli affitti ormai da mesi. L'allarme sociale - ha dichiarato Cialente - e' tale che non siamo piu' in condizioni di poter andare avanti. Declino dunque ogni responsabilita', memore dei numerosissimi solleciti inoltrati ormai da mesi. Ricordo, infatti, che non si procede al pagamento del C.A.S. dal mese di luglio compreso".
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