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Pubblicato il 31/05/2015 18:06

"L'autonomia e l'indipendenza della magistratura devono essere tutelate di più"

legnini, csm

Lo ha detto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini

"Noi tutti dobbiamo reagire quando qualcuno si avventura verso l'attacco o comunque dubita della necessita' di garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. L'autonomia e l'indipendenza della magistratura devono essere tutelate di piu' e meglio non soltanto perche' lo dice la Costituzione, e questo sarebbe sufficiente ovviamente, ma perche' costituiscono un interesse preciso dei cittadini". Lo ha detto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, nel corso della cerimonia di intitolazione della piazzetta antistante il Palazzo ex Inps di Pescara a Valterio Cirillo, architetto e consigliere comunale della Dc negli anni 90, che si tolse la vita il 13 aprile 1993 dopo essere finito marginalmente in un'inchiesta giudiziaria e da cui venne in seguito completamente scagionato.

"I cittadini - ha proseguito - hanno un interesse per la loro liberta', per i loro diritti ad avere magistrati autonomi e indipendenti, ma i magistrati a loro volta devono rifiutare una condizione di separatezza. Se ci sono due decisioni possibili, ugualmente legittime che l'ordinamento mette a disposizione del magistrato inquirente o di quello giudicante, e se la scelta dell'una o dell'altra decisione e' avvolta nel dubbio bisogna scegliere la soluzione meno dannosa per i cittadini, con minore impatto sulla realta' economico sociale e sui diritti individuali. Questo accade nella stragrande maggioranza dei casi, ma puo' e deve accadere di piu'. No alla separatezza e no al gratuito garantismo. Io non sono un garantista che urla il garantismo, io sono intimamente convinto, e questo tema riguarda anche quello del rapporto tra giustizia e comunicazione, che essere garantisti significa una cosa molto semplice: attuare, realizzare fino in fondo tutti i precetti della nostra bellissima Costituzione". 

"Tra gli obiettivi programmatici che la nuova consiliatura del Csm si e' dato vi e' quello di affrontare con piu' incisivita' il tema del rapporto tra la giustizia, la comunicazione e i cittadini". Lo ha detto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, nel corso della cerimonia di intitolazione della piazzetta antistante il Palazzo ex Inps di Pescara a Valterio Cirillo, architetto e consigliere comunale della Dc negli anni 90, che si tolse la vita il 13 aprile 1993 dopo essere finito marginalmente in un'inchiesta giudiziaria e da cui venne in seguito completamente scagionato. "Non e' un tema facile - ha aggiunto Legnini - lo sappiamo bene. E' difficile contemperare tutti i principi costituzionali connessi al doveroso esercizio della giurisdizione, all'obbligatorieta' dell'azione penale, al diritto di cronaca, al diritto dei cittadini ad essere informati e al diritto all'onore e alla riservatezza delle persone. Non era scontato che - ha sottolineato - il Csm assumesse una posizione netta, chiara sul tema di una nuova regolazione dell'intercettazioni telefoniche. Nessuna limitazione ai poteri di indagine che spettano alla magistratura, nessuna criminalizzazione della stampa, ma la necessita' di trovare dentro i meccanismi procedimentali e processuali e dentro il rapporto che deve caratterizzare, improntata a correttezza ovviamente, gli uffici giudiziari con la stampa, una disciplina piu' alta, rispettosa di tutti questi principi costituzionali, troppo spesso compressi e quasi sempre a sfavore dei cittadini. Questo e' un tema che riguarda la magistratura e anche il prestigio e l'autorevolezza della magistratura, perche' la stragrande maggioranza delle volte, non faccio una difesa d'ufficio, non e' responsabilita' dei magistrati se una notizia viene veicolata male, rappresentata in modo non veritiero e lede, a volte, valori fondamentali della persona".

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