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Pubblicato il 29/01/2015 12:12

Parte l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica

quirinale

Tutto pronto a Montecitorio per accogliere da oggi i 1.009 elettori del 12esimo presidente della Repubblica. La platea e' composta da 630 deputati e 315 senatori eletti, ai quali vanno aggiunti i senatori a vita, attualmente 6, tra i quali c'e' anche il dimissionario Giorgio Napolitano e 58 delegati regionali. Nelle prime tre votazioni e' richiesta la maggioranza dei due terzi del plenum, ossia 672 voti. Dal quarto scrutinio e' sufficiente la maggioranza assoluta dei 1009 grandi elettori: 505 voti. Questo sara' il primo Parlamento della storia repubblicana che si trovera' ad eleggere due presidenti: le legislature parlamentari (al massimo cinque anni) di regola durano due anni meno dei mandati presidenziali (sette anni). La rielezione di Napolitano del 2013, invece, fa si' che i deputati e i senatori eletti due anni fa eleggeranno due diversi capi dello Stato. Ma nonostante cio' dall'elezione di Giorgio Napolitano nell'aprile 2013 ad oggi la composizione del collegio dei grandi elettori e' profondamente mutata. Nella scorsa elezione infatti c'erano 430 elettori Pd, 211 Pdl, 162 M5S, 69 di Scelta Civica, 45 di Sel, 40 della Lega e 18 Autonomie e eletti all'estero, 12 dell'Udc, 10 di Gal, 9 di Fratelli d'Italia, 6 del Centro democratico e i restanti appartenenti ai gruppi misti o a formazioni politiche locali. La nuova platea dei 1009 grandi elettori al netto del cambio di colore delle maggioranze in diverse Regioni dal 2013 a oggi e delle scissioni, cambiamenti di gruppi, formazione di nuove componenti e cambi di partito, risulta cosi' composto: 446 per il Pd, (meno uno, quello di Pietro Grasso, visto che di norma i presidenti delle Camere non votano), 140 di Forza Italia, 129 di M5S, 75 di Area Popolare (Ncd-Udc), 38 della Lega Nord, 34 di Sel, 33 di Scelta civica, 30 autonomie e estero, 29 ex M5S, 9 di Fratelli d'Italia e i restanti appartenenti ai gruppi misti o a forze politiche locali. Al Pd dunque basterebbero sulla carta 59 voti dalla quarto scrutinio in poi per eleggere a maggioranza assoluta il nuovo capo dello Stato. I Consigli regionali hanno provveduto nei giorni scorsi ad eleggere i delegati che andranno ad integrare il Parlamento riunito in seduta comune (tre per diciannove Regioni ed uno solo per la Valle d'Aosta), rispettando sostanzialmente la prassi indicata dalla Conferenza delle assemblee legislative regionali con l'elezione dei presidenti della Giunta e del Consiglio regionale, e in rappresentanza delle forze di opposizione, il vice presidente del Consiglio regionale o il capogruppo di minoranza. L'unico governatore assente sara' il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura. Saranno assenti anche i presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano, Ugo Rossi e Arno Kompatscher, dopo la decisione del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige che raggruppa 70 consiglieri membri dei Consigli provinciali di Trento e Bolzano, che ha indicato i vertici dell'Assemblea. 

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