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HOME » CRONACA » CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER DI ORIO PER CONCUSSIONE
Pubblicato il 19/12/2012 07:07

Chiesto il rinvio a giudizio per Di Orio per concussione

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Le indagini, partite dall'Aquila, sono approdate a Roma e vedono coinvolto il rettore dell'Università

La procura della Repubblica di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio del rettore dell'universita' dell'Aquila, Ferdinando Di Orio, con l'accusa di concussione. La richiesta nasce nell'ambito dell'inchiesta scattata all'Aquila dopo la denuncia del docente della Facolta' di Medicina Sergio Tiberti, poi passata a Roma per competenza territoriale.

L'ipotesi di reato sostenuta dal pm Giuseppe Deodato e' che il rettore avrebbe costretto il professor Tiberti, in seguito divenuto suo grande accusatore nell'ateneo, a versare soldi per decine di migliaia di euro in cambio di favori nella carriera accademica in seno all'Ateneo aquilano.
Nei giorni scorsi all'Aquila il pm Davide Mancini ha chiesto al Gup del tribunale dell'Aquila, Marco Billi, il rinvio a giudizio del rettore (udienza preliminare fissata il 13 marzo prossimo) con l'accusa di abuso d'ufficio, per l'inchiesta relativa ai presunti affitti gonfiati dei capannoni in cui sono state ricollocate le facolta' trasferite dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
L'inchiesta per concussione si e' sviluppata in oltre tre anni in modo controverso e con numerosi cambiamenti dei protagonisti inquirenti e giudicanti.
E' cominciata per un esposto del docente alla procura aquilana, con l'acquisizione di assegni e la verifica di movimenti di denaro, secondo Tiberti circa 20 mila euro. Successivamente, pero', l'indagine e' stata trasferita nella Capitale per competenza territoriale dal pm del capoluogo Fabio Picuti.
Nell'ottobre 2010, quando il pubblico ministero della procura romana Pietro Giordano ha chiesto l'archiviazione per Di Orio al giudice per le indagini preliminari dell'epoca, Maria Teresa Covatta, l'avvocato di Tiberti, Giorgio Tamburrini, ha fatto opposizione ma, poco prima che un altro giudice subentrato nel frattempo, Flavia Costantini, fissasse l'udienza, Giordano e' tornato sui suoi passi, revocando la richiesta di archiviazione.
Quando Giordano e' stato trasferito, il fascicolo e' passato di mano al pm Giuseppe Deodato che ha chiesto il rinvio a giudizio al gip Maddalena Cipriani. Il verdetto dovrebbe arrivare tra qualche mese, ad aprile o a maggio 2013.
Il rettore Di Orio, al secondo mandato, e' al secondo anno di proroga per via della interpretazione di un comma della riforma Gelmini. A marzo scadra' il suo mandato e non potra' essere ricandidato. 

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