Ammesso il Comune dell'Aquila come parte civile, rigettata la richiesta di estromissione dell'Universita' dell'Aquila, accolta invece quella di estromissione dell'associazione CittadinanzAttiva. Con questa decisione del giudice Marco Billi si e' aperta la prima udienza dibattimentale del processo per il crollo della facolta' di Ingegneria, in cui ci sono sette imputati per disastro colposo. Successivamente il pm Fabio Picuti ha illustrato i documenti che chiede di costituire.
Tra i testi dell'accusa, a causa di gravi problemi di salute il professor Luis Decanini e' stato sostituito dal professor Domenico Liberatore, che e' stato anche il primo teste ascoltato. Picuti non ha chiesto l'esame degli imputati, chiesto invece da alcune parti civili e difese.
Alla sbarra ci sono i progettisti Gian Ludovico Rolli, 79 anni, di Roma, Giulio Fioravanti, 67, di Roma, e Massimo Calda, 63, di Bologna. Sono accusati per avere redatto il progetto architettonico e variante dell'area di ingresso del corpo A in modo incompleto e carente, tra il 1988, quando fu assegnato l'incarico, e il 1994, periodo della realizzazione. Imputati anche gli ingegneri Carmine Benedetto, 47 anni, aquilano, direttore di cantiere; Ernesto Papale, 59, di Roma, direttore dei lavori; Sergio Basile, 78, e Giovanni Cecere, 82, questi ultime due collaudatori.
Le uniche due parti civili sono il Comune dell'Aquila, che si e' costituito in tutti i procedimenti sui crolli, e che in questo caso ha chiesto 1 milione di euro di risarcimento, e l'Ateneo del capoluogo, che ha chiesto 9 milioni: 5,5 di danno patrimoniale e 4 per i danni d'immagine che si sono concretizzati con il calo di iscritti.
Nel corso delle indagini preliminari il procuratore capo della Repubblica, Alfredo Rossini, scomparso lo scorso agosto, aveva evidenziato che se il terremoto fosse accaduto in pieno giorno nella facolta' ci sarebbero state 2 mila vittime.
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