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Pubblicato il 28/10/2015 10:10

L’arte contemporanea si fa spazio con la Fondazione Zimei

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di Giulia Grilli

Discutendo e interrogandosi sul concetto dell'arte, l'architetto Sabrina Zimei, giovane presidente della Fondazione Zimei, spiega che "Jean-François Lyotard definiva l'arte come qualcosa di indicibile, che non può essere pronunciato. Ed è proprio questo ciò che deve accadere: i fruitori di un'opera possono rimanere senza parole davanti ad essa, privi della necessità di dover trovare, a tutti costi, un significato a ciò che stanno osservando. E' necessario concedersi la possibilità di essere colpiti dalla creatività, perché l'arte è una domanda e mai una risposta".

 

Accessibile al grande pubblico, quindi, senza che sia strettamente necessario avere una conoscenza specifica, l'arte diventa un linguaggio universale in cui lo spettatore può perdersi, rimanendo in bilico tra la propria capacità introspettiva e la curiosità di comprendere un altrui volontà comunicativa.

 

"In un momento storico di profonda crisi, abbiamo voluto dare un segnale, creando un luogo che fosse aperto alla cultura contemporanea" , racconta Sabrina. "La sede delle attività è la villa dove io e la mia famiglia siamo cresciuti e dove abbiamo vissuto fino a dieci anni fa. E' una struttura degli anni '70 dell'architetto Cataldi Madonna, situata in collina a Montesilvano, e attualmente riorganizzata per creare uno spazio espositivo, un luogo dedito ad attività laboratoriali, nonchè una residenza per artisti".

 

 

Hans Schabus. Das Letzte Hemd, 2012

 

 

Nata nel dicembre 2014, la Fondazione Zimei si propone quindi come nuova realtà culturale sul territorio regionale, con l'intento di promuovere l'arte contemporanea, sostenendo artisti e curatori internazionali. "Questo è un progetto che condivido con i miei fratelli Katia e Pasquale, che svolgono il ruolo di co-fondatori e membri del comitato direttivo della Fondazione" aggiunge Sabrina. "Lo spirito di mio padre nella nostra vita ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale. Architetto, imprenditore e creativo, sin da piccoli ci ha trasmesso l'importanza del linguaggio artistico. Sono trascorsi quattordici anni da quando ci ha lasciato e questo è un modo per sentirlo ancora presente".

 

A Massimiliano Scuderi è stata affidata la direzione artistica della Fondazione. Solide e precise le sue volontà di indirizzare la mostra di inaugurazione il cui vernissage si è tenuto lo scorso 17 ottobre. "The Fountainhead, questo il nome della prima esposizione, si ispira al romanzo di Ayn Rand, in cui la scrittrice americana narra la storia di un architetto che si batte per portare avanti le proprie idee, sia da un punto di vista linguistico che in termini di innovazione" spiega Scuderi. "In questa occasione mi interessava un preciso concetto che si evince dal romanzo, ovvero quello dell'energia impiegata all'interno dei progetti creativi. Questa è un'energia che ha un potenziale grandissimo anche se lo sforzo iniziale può non coincidere con il compimento finale della missione che ci si è prefissati".

 

Un modo di leggere la contemporaneità, quello di Scuderi, che vede nella mostra la possibilità di interrogarsi sul mondo circostante, sulle attuali condizioni socio-politiche e, forse, anche sull'incapacità dell'uomo moderno di concretizzare idee che possano, di fatto, apportare cambiamenti significativi e radicali. La valorizzazione delle intenzioni primordiali prende quindi forma attraverso le opere di Jordi Mitjã, Peter Fend, Petra Feriancovã, Kvetâ Fulierova, Julius Koller e Hans Schabus. "Oggi un artista comunica perché vuole trovare soluzioni che possano migliorare la realtà in cui vive, ma questa volontà, purtroppo, non porterà mai allo stravolgimento effettivo delle condizioni preesistenti. Il potenziale, ciò nonostante, è enorme e volevo che fosse visibile al pubblico con questa esposizione", ha aggiunto il curatore.

 

 

Julius Kroller. Unfonaut, 1987

 

 

 

"La grandezza degli artisti che hanno partecipato alla mostra è stata straordinaria" ha sottolineato Sabrina Zimei. "Conoscere le loro personalità, condividere il tempo che hanno trascorso nella residenza: tutto ciò costituisce il valore aggiunto dell'intero progetto, dedicato alla città e a tutta le regione, per una crescita culturale, sociale e civile".

 

Importante l'appoggio del Comune di Montesilvano, che ha sostenuto e affiancato con sensibilità l'attività preparatoria della fondazione, sostenendo, di fatto, l'impegno della famiglia Zimei.

 

"L'esposizione sarà visitabile su prenotazione fino al 20 dicembre" ha concluso Sabrina, "e spero che questo impegno riesca ad avvicinare il pubblico all'arte. La nostra è una missione, quella di sensibilizzare chiunque desideri lasciarsi affascinare, coinvolgere e appassionare dalla creatività umana".

 

 

 

Sabrina Zimei (Presidente della Fondazione Zimei) e Massimiliano Scuderi (Direttore artistico della Fondazione Zimei)

Sullo sfondo l'opera di Peter Fend, Da fare domani, 2015

 

 

 

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