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Pubblicato il 12/03/2013 16:04

Cinzia Maria Rossi, “libera pensattrice”

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di Marcella Pace

Poetessa, scrittrice di saggi, ma anche di romanzi. Studiosa, casalinga, mamma e poliziotta. O anche “libera pensattrice”, come lei stessa ama definirsi. I modi per etichettare Cinzia Maria Rossi, ligure d'origine, abruzzese da quasi trent'anni, sono tantissimi e persino il termine “eclettica” sarebbe riduttivo.

Nella sua Savona, Cinzia inizia a lavorare giovanissima, come agente presso la Grimaldi Immobiliare. Un lavoro che le piace moltissimo, ma fortemente osteggiato dalla mamma perché «era un mestiere da maschi e le donne al massimo dovevano lavorare negli uffici Pubblici» ricorda Cinzia. Forte della sua conoscenza del greco, date le origini della nonna, Cinzia viene “spedita” ad Atene per aprire un'agenzia della Grimaldi, ma l'azienda le chiede un piccolo investimento. «Non avevo soldi, e così li chiesi a mia madre che però non me li diede. Fu allora che decisi di iniziare a lavorare per il “pubblico”. E scelsi la Polizia». La storia di ribellione per questa vulcanica e ironica donna, dai capelli riccissimi e dagli occhi color del cielo, continua e Cinzia si ritrova tra le prime mille donne arruolate nelle forze di Polizia di Stato, a parità di stipendio e di carriera con i colleghi maschi. «Il caso, fortunato per Savona, forse meno per l'Abruzzo – dice ridendo Cinzia -  mi mandò a Pescara,  dove dopo una parentesi ad Ancona, vi ritornai. Per una decina di anni feci attività di controllo su strada, sulle volanti e anche come scorta per la Polizia postale. Ed è proprio così che ho maturato la mia idea di Polizia. Una forza che si occupi del controllo e della gestione del territorio in modo preventivo e non repressivo. Ho da tempo in mente un progetto che consiste nella creazione di uffici di mediazione tra le forze dell'ordine e i servizi sociali del territorio. In alcune situazioni difficili, “la divisa” assume un importante significato». 

Ormai poliziotta rodata e mamma di due gemelli, Cinzia riprende in mano anche i suoi studi universitari abbandonati per mancanza di tempo, ma cambia rotta, scegliendo la sua vera passione. Accantonati gli esami in Giurisprudenza, si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Teramo. Ed è proprio durante la preparazione della sua tesi che scopre una figura che la cambierà moltissimo, facendola appassionare al complesso mondo dei diritti femminili. «Sono cresciuta in una famiglia dove “sei un democristiano” era un insulto. Forse anche per questo conoscevo solo le donne costituenti comuniste. Quando il mio professore mi assegnò la tesi su Filomena Delli Castelli -  insegnante e politica democristiana di Città Sant'Angelo, eletta all'Assemblea costituente italiana il 2 giugno 1946, ndr – acquistai una certa consapevolezza. Mi chiesi perché avevo dovuto lottare per ottenere certi riconoscimenti, per esempio nella mia carriera in Polizia. Soprattutto compresi quanto il non conoscere le cose, spesso ti chiude gli orizzonti. Nella vita è fondamentale la libertà di scelta, ma conoscendo le diverse realtà». 

Insieme al “Manuale di democrazia, dibattito femminile alla Costituente su parità, famiglia e lavoro”, il libro su “Filomena Delli Castelli” è il secondo saggio politico scritto da Cinzia Maria Rossi, a cui oggi si aggiunge un  testo dal sapore completamente diverso. Autrice di “Le Comiche siamo noi”, è Odilla Contessa  in Salsapariglia, alter ego ironico della scrittrice di saggi Cinzia Maria Rossi. Con questo libro «riveduto e scorretto, perché non sono perfetta, ma i miei pensieri li ho e devono fluire, Contessa Odilla ha voluto comunicare e sottolineare a donne e uomini, mediante un diario di viaggio, nato su Facebook, di una casalinga, mamma e lavoratrice che supera le avversità ridendo, il reale valore della donna». E questo, unito all'idea di fare rete tra donne, è anche l'obiettivo del nuovo progetto di Cinzia Maria Rossi. La scrittrice, che è anche vicepresidente comunale del Cif (Centro Italiano Femminile Femminile) e presidente provinciale dell'Anfe (Associazione Nazionale Famiglie Emigrate), ha organizzato “Rosadonna, primo festival dell'eccellenza femminile d'Abruzzo” che si terrà al Circolo Aternino di Pescara dal 24 al 26 maggio. «Con questa grande manifestazione, unica nel suo genere nella nostra Regione vorrei rendere omaggio all'eccellenza femminile presente in Abruzzo e mettere in contatto reciproco Istituzioni, Associazioni, Imprese con il mondo della Cultura, dell’Arte, dell’Artigianato, della Musica, del Cinema e del Teatro. Un'occasione per coinvolgere insieme attività al femminile che altrimenti non si sarebbero incontrate. Spero davvero di trovare donne motivate, consapevoli del loro valore e di quello delle cose che sanno. E soprattutto spero di mostrare a tutti che in momenti di crisi, come quelli di oggi, le donne ci sono». 

 

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