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Pubblicato il 26/06/2013 19:07

Caccia, botta e risposta tra Febbo e le associazioni

febbo, wwf, associazione, animalisti italiani

Gli ambientalisti: "calendario venatorio bocciato". L'assessore risponde:

Botta e risposta tra l'assessore regionale Mauro Febbo e le associazioni ambientalista sulle sentenze di Tar e Corte Costituzionale sulla caccia. Al comunicato di ieri del Wwf, che parlava di "bocciatura" della legge regionale, ha risposto l'assessore dicendo che "le sentenze depositate recentemente dal Tar Abruzzo e dalla Corte costituzionale, sono entrambe riferite ad attivita' della Struttura regionale risalenti ad epoche pregresse''.

''La decisione della Consulta ha ritenuto infondata la costituzione del 'Comparto unico per la migratoria', avvenuta per effetto della L.R. 106 del 2005 che modifica, integrando, l'art. 43, comma 6 della L.R.10/2004 - aggiunge l'Assessore - E' ovvio, che la responsabilita' delle decisioni di allora non possono e non devono essere attribuite a chi attualmente si occupa e si preoccupa della materia''. Per quel che riguarda invece la sentenza del Tar riferita al ricorso avverso il calendario venatorio 2009/2010, ''e' bene premettere che l'errore rilevato nel Calendario scaturisce da una errata lettura dell'art. 18 bis, introdotto alla L. 157/92 nel 2009, che stabiliva diversi periodi di caccia per le specie migratorie e che, proprio per la sua limitata chiarezza ed il largo margine interpretativo, nel 2012 ha indotto 11 Regioni a produrre calendari venatori, fra loro simili, osservati in altrettanti ricorsi avversi''. ''Per la tranquillita' dei diversi portatori di interesse - assicura Febbo - in materia di caccia consentita e controllata, posso affermare che e' cresciuta la capacita' e la consapevolezza di questo Assessorato e delle competenti Strutture regionali, ad operare in assoluta conformita' delle normative comunitarie e nazionali, con una gestione tecnico-scientifica della materia.Questo si realizza attraverso l'assidua e proficua collaborazione con quanti sono istituzionalmente preposti alla gestione e tutela dell'ambiente e della fauna, compreso l'Ipra, e che hanno prodotto protocolli e progetti finalizzati alla gestione di singole specie come il progetto Coturnice, il progetto Lepre Italica, l'istituzione del Tavolo Tecnico per il Patom, azione B1''.

''Inoltre - conclude - le strutture amministrative di questo Assessorato si sono dotate di un programma informatizzato per la raccolta, la gestione e l'accesso ai dati riferiti agli abbattimenti che si verificano durante la stagione di caccia che consente un attento e puntuale monitoraggio sulle condizioni e sulle evoluzioni dello stato delle diverse specie animali sul territorio''.

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"Bocciata la Legge regionale e il comportamento di Giunta Regionale e Dirigente della Direzione Agricoltura. Uno-due decisivo grazie ai ricorsi di WWF, Animalisti Italiani e altre associazioni, migliaia di animali uccisi in maniera palesemente illegittima", si legge in una nota dell'associazione. 

"La Corte Costituzionale e il TAR Abruzzo depositano, rispettivamente, giovedì 20 giugno e venerdì 21 giugno 2013, due diverse sentenze destinate a rivoluzionare l'attività venatoria nella regione. Tutto nasce dai ricorsi presentati da WWF, Animalisti Italiani e altre associazioni che hanno affidato all'Avv. Michele Pezone il compito di ricorrere sui calendari venatori 2009-2010 e 2010-2011 della regione Abruzzo, evidenziando fortissime criticità e illogicità nelle scelte filo-venatorie", dice ancora la nota.

"Nel ricorso sul calendario 2010-2011 si contestava, tra l'altro, anche l'incostituzionalità della norma contenuta nella legge Regionale 10/2004 che riammetteva il cosiddetto "nomadismo venatorio", perimetrando un Comparto Unico regionale sulla Migratoria e rendendo così possibile lo spostamento dei cacciatori da una parte all'altra dell'Abruzz", si legge.

"Il TAR L'Aquila, giudicando non manifestamente infondata l'eccezione di costituzionalità, aveva quindi sollevato il caso davanti alla Corte Costituzionale. Quest'ultima con una sentenza di cristallina chiarezza ha sancito che la Legge Regionale 10/2004 ha violato le normative nazionali che regolamentano il prelievo venatorio. La Corte ricorda nella sentenza che uno dei capisaldi della legge nazionale sulla Caccia, la 157/92 è il legame tra cacciatori e territorio attraverso la perimetrazione di ambiti di caccia di carattere sub-provinciale. Invece la Regione Abruzzo aveva concesso ai cacciatori per diversi mesi all'anno di potersi spostare da un capo all'altro della regione, definita, come detto, "comparto unico per la migratoria".

"Il TAR di L'Aquila, invece, ha depositato la sentenza relativa ad un ricorso presentato da Aninalisti Italiani e L.A.C. sul calendario venatorio 2009-2010, dopo aver accolto allora la richiesta di sospensiva. Nonostante il tempo trascorso il TAR ha ritenuto opportuno entrare comunque nel merito perché la Giunta Regionale deve riproporre ogni anno il calendario venatorio. Era dunque importante definire la causa per evitare il ripresentarsi degli stessi vizi in futuro. Il TAR ha altresì censurato il comportamento del Dirigente della Direzione Agricoltura che si era sostituito alla Giunta nel riscrivere il calendario venatorio dopo l'accoglimento da parte dei giudici amministrativi della richiesta di sospensiva avanzata dalle associazioni", conclude la nota

 

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