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Pubblicato il 17/10/2013 22:10

Ricostruzione, Cialente attacca la legge di stabilità

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"La legge di stabilita' varata martedi' ha tolto a L'Aquila ogni possibilita' di essere ricostruita". Intervenendo al convegno "Ricostruiamo l'Emilia" al Saie, il Salone dell'Innovazione Edilizia in corso a Bologna, il sindaco Massimo Cialente ha attaccato senza mezze misure i recenti provvedimenti del governo, che "e' venuto meno a quanto concordato" con il risultato che la citta' "non sara' ricostruita entro il 2021". Il problema, ha sostenuto Cialente, nasce dai limiti al patto di stabilita' imposti dall'Unione europea, ma soprattutto dall'incapacita' mostrata dal nostro esecutivo che "con la legge di stabilita', di fatto facendo il gioco delle tre carte e muovendo dei finanziamenti che gia' avevamo, ha negato i fondi all'Aquila. In due anni L'Aquila e L'Emilia Romagna sono state colpite da tragedie immani, e per tutta risposta l'Ue ha varato questo criterio stupido". Eppure, ha spiegato, i due casi sono profondamente diversi tra loro, perche' a L'Aquila in breve tempo "i giovani abbandoneranno la citta'" mentre i provvedimenti del governo rendono di fatto impossibile la ricostruzione dei centri storici. Il governo Letta, in sostanza, "e' sia riuscito a portare a compimento la scelta iniziale di Berlusconi che era quella di inventare le famose new town: cioe' non si ricostruiranno i centri storici almeno nei prossimi anni e ci lasceranno marcire in queste che non sono vere case". Tutto cio' "e' vergognoso", ha attaccato Cialente, per il quale proprio "dall'inferno" del capoluogo abruzzese si dovrebbe partire per un piano piu' ampio che coinvolga l'intero Paese. "Ho visto qui al Saie come si possono realizzare interventi di messa in sicurezza degli edifici, e allora chiedo a voi esperti del settore come si fa a non capire che in Italia e' necessario avviare un progetto di manutenzione straordinario del territorio contro il dissesto idrogeologico, che tra l'altro avrebbe ricadute positive anche in termini occupazionali"

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