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Pubblicato il 17/10/2012 23:11

Pescara, la marineria annuncia una fiaccolata di protesta

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Grosso: "Pronti ad andare a Roma"

Dopo la manifestazione di protesta di questa mattina a Pescara, la marineria non intende gettare la spugna e continua a tenere alta l'attenzione sul porto di Pescara. L'associazione Armatori Pescara annuncia infatti di aver organizza per sabato, alle 18, una fiaccolata nelle vie della citta', dal lungofiume Nord fino a piazza Salotto (passando per corso Vittorio Emanuele). Lo annuncia Mimmo Grosso spiegando che la marineria vuole "sensibilizzare l'opinione pubblica sulle problematiche del porto, nella speranza che si accelerino al massimo i tempi del dragaggio. E' importante, per noi, sapere che tutti gli operatori del porto sono uniti, con il sostegno non solo delle famiglie e degli amici ma della citta' intera e in particolare di coloro che "sentono" le problematiche dello scalo e del fiume. Hanno gia' assicurato la propria partecipazione il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e il presidente della Provincia Guerino Testa. La prossima settimana, conclude Grosso, intendiamo organizzare una sagra a base di pesce per ringraziare simbolicamente, con i frutti del mare, tutti coloro che parteciperanno alla fiaccolata. I nostri problemi, d'altronde, non investono solo noi ma tutti i pescaresi per cui ci auguriamo una partecipazione di massa alla fiaccolata, anche con la presenza dei lavoratori di tutte le altre categorie".

Mascia ha anche annunciato l'approvazione, proprio stamani, di una delibera di giunta per l'istituzione di un fondo di solidarieta' da 45mila euro alla categoria.

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La marineria di Pescara torna a protestare, per chiedere l'avvio dei lavori di dragaggio del porto di Pescara cominci nel piu' breve tempo possibile. Il sottosegretario alle Infrastrutture Guido Improta e' stato a Pescara nelle scorse settimane e ha annunciato l'avvio del bando per dragare 200mila metri cubi di fanghi (per un importo di 13 o 14 milioni di euro) ma a quanto pare l'intervento (la stazione appaltante e' il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche) non comincera' prima di dicembre, quando il fermo pesca sara' terminato. La marineria e' allo stremo, non ritiene di poter attendere oltre, si sente presa in giro dalle istituzioni e chiede di accelerare al massimo i tempi perche' i primi di dicembre hanno l'assoluta necessita' di tornare in mare. Tra le sollecitazioni di armatori e pescatori c'e' la moratoria da parte del Governo centrale, come quella concessa per il terremoto, e l'erogazione delle somme per la cassa integrazione

Ad incontrare la marineria per tentare di rasserenare gli animi sono stati il sindaco Luigi Albore Mascia e il presidente della Provincia Guerino Testa i quali hanno spiegato che i lavori di dragaggio potrebbero partire intorno al 20 novembre, in modo da mettere in sicurezza l'imboccatura del porto, consentendo alla marineria di riprendere l'attivita' agli inizi di dicembre. Si attende poi la firma del ministero dell'Economia e delle finanze per la cassa integrazione e la giunta comunale deliberera' in giornata l'istituzione di un fondo solidarieta' alla categoria da erogare entro il mese. Sono stati presi contatti con la banca Caripe, poi, per far avere ai dipendenti degli armatori un prestito a condizioni speciali.

Comune e Provincia - e' stato assicurato - stanno lavorando in parallelo su tutte le questioni, anche con la Regione, e si attende una risposta in merito alla richiesta, gia' avanzata, di una moratoria per la marineria. Armatori e pescatori, pero', sono sul lastrico, non credono piu' alle promesse delle istituzioni e sono pronti ad altre manifestazioni di protesta eclatanti, compreso il blocco dell'asse attrezzato come gia' avvenuto in altre occasioni sempre per ottenere il dragaggio del porto. Non si esclude una manifestazione a Roma per far arrivare ai ministeri la disperazione di queste persone. Stamani una delegazione e' stata ricevuta anche dal vice prefetto che ha assicurato di sollecitare i ministeri che stanno seguendo la vicenda affinche' tutto avvenga nel piu' breve tempo possibile

Sui cartelli di protesta armatori e pescatori hanno scritto che "la marineria pescarese e' sequestrata nel proprio porto" e dicono di volere "il pane quotidiano" perche' "abbiamo fame". "Vergogna", aggiungono, "eravamo il riferimento dell'Adriatico". La marineria si sente "in lutto" e chiede risposte alle istituzioni. In questi minuti il traffico in piazza Italia e' chiuso e sulla gradinata del palazzo della prefettura sono state lanciate delle cassette di pesce fresco.

 

 

 

la foto è di Michele Raho

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