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Pubblicato il 05/12/2012 20:08

"Senza proroghe, stop agli investimenti"

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I balneatori in convegno a Pescara: serve una riforma dell'intero settore

'Nei prossimi anni si tirera' a campare e non verranno effettuati investimenti perche' al momento non ci sono prospettive. L'auspicio e' che i problemi del settore vengano risolti con norme certe, nel rispetto di quanto fatto in Europa. L'Italia non puo' essere trattata come un figliastro'. Ad affermarlo è il vicepresidente nazionale e presidente regionale per l'Abruzzo della Fiba-Confesercenti, Antonio La Torre, al termine dell'assemblea dei balneatori che si e' svolta oggi a Pescara.
All'incontro, organizzato per discutere della direttiva Bolkestein, dell'esperienza di altri Paesi, come Spagna, Portogallo e Croazia, e, soprattutto, della mini-proroga di 5 anni, dal 2015 al 2020, per le concessioni dei beni materiali marittimi, hanno preso parte un centinaio di operatori provenienti da tutto l'Abruzzo.
'L'emendamento, inserito nel maxi-emendamento del Governo al decreto Sviluppo - ha sottolineato La Torre - domani verra' votato con la fiducia; quindi la norma e' sostanzialmente passata. Volevamo essere trattati come tutte le altre concessioni in Europa, che vanno da un minimo di 30 ad un massimo di 99 anni. Ci auguriamo che in questi anni la politica si attivi per riformare l'intero settore. Se, invece, nel 2020 si dovesse ricominciare da capo con questa situazione, allora non resteremo in silenzio. Intanto - ha annunciato - la mobilitazione va avanti'.
'Siamo un sistema di piccole aziende indipendenti - ha aggiunto il direttore regionale di Confesercenti, Enzo Giammarino - che manifestano e realizzano la qualita' italiana.
La nostra deve essere una battaglia di tipo culturale. Mi auguro che si arrivi presto ad una soluzione - ha sottolineato -; una soluzione che venga, pero', da un Parlamento eletto'.
'In questi anni - hanno confermato a gran voce i balneatori - cercheremo di sopravvivere e sicuramente non faremo investimenti, in quanto sette anni non sono sufficienti. Il settore ha bisogno di idee nuove, di freschezza e ora e' giusto che si apra un periodo di riflessione per una riforma del settore. Lo stato deve darci la possibilita' di lavorare - hanno concluso - e di far lavorare i nostri figli'.

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