Per Ester Crocetta dipingere è naturale come respirare. Lo ha fatto da sempre. Fin da quando era piccolissima. Classe 1971, nata a Loreto Aprutino, sposata e mamma di due bambini, Ester si impone con le sue tele fin da giovanissima. Non ha mai avuto dubbi sulla sua passione, tanto che da ragazzina sceglie di frequentare l'Istituto statale d'arte di Penne. «I miei professori delle scuole medie non erano d'accordo sulla mia scelta – ci racconta – poiché a scuola andavo molto bene e i miei voti erano altissimi. Per fortuna però i miei genitori non mi hanno mai osteggiata». Finita la scuola Ester si dedica alla sua passione per hobby e nel frattempo inizia a lavorare in uno studio tecnico di carpenteria in Val di Sangro. Arrivano i primi successi e la partecipazione a diverse collettive ed estemporanee.
Ester, quando arriva la svolta professionale?
Nel 2006, dopo la mia seconda gravidanza ho avuto alcuni problemi di salute. Una volta risolti, mi sono accorta che la vita è troppo breve per viverla con condizionamenti. Così ho lasciato il mio lavoro per dedicarmi a tempo pieno e soprattutto con maggiore professionalità alla mia passione. Ho iniziato finalmente ad essere libera. Libera di esprimermi pienamente. Nel 2007 ho organizzato la mia prima personale a Loreto Aprutino, ma la più grande soddisfazione è arrivata nel 2010, con la personale in Cina, al World Art Museum, uno dei Musei più importanti di Pechino.
Com'è arrivata questa esposizione?
Tutto è partito con una collaborazione con un'agenzia che stava curando i contatti con la Cina per me e altri artisti abruzzesi. Poi quest'agenzia ha chiuso e io mi sono ritrovata a gestire tutta l'organizzazione da sola, dal momento che il World Art Museum aveva scelto le mie opere per un'esposizione personale temporanea, composta di 14 tele di varia grandezza. Ed è così che il mio “Surreal Dream” - così è stata intitolata la mostra di Pechino (ndr) - si è realizzato.
Le tue opere sono state definite "New Image Painting", ovvero un genere figurativo ispirato ai fumetti e alla valorizzazione dell’inconscio. Ma come nascono le tue tele?
A volte capita di buttarmi direttamente sulla tela. Più spesso, prima realizzo un bozzetto o uno schizzo. Ma il colore lo lascio direttamente sulla tela. E' in questa fase che creo davvero. Le mie tele sono molto materiche. Amo giocare con i colori sulla tela stessa. Ed è questa fase che mi permette di esprimermi maggiormente. Se mi togliessi il gusto del colore, mi toglierei il gusto della tela. Non so dire perché scelgo un colore piuttosto che un altro. E' come se ci fosse un collegamento diretto mente-mano che però non so descrivere.
C'è una tela a cui sei più affezionata o che pensi ti esprima al meglio?
Non ne ho una in particolare. Sono legata a tutte. Forse però posso fare due esempi. Il primo è relativo ad una tela che ho consegnato quando i colori erano ancora freschissimi. Si intitola “Algoritmi di una meta” e rappresenta un personaggio che cammina su oggetti che galleggiano sull'acqua andando dritto per raggiungere i suoi obiettivi. L'ho dipinta pensando alla mia grande volontà di andare a Pechino. La seconda invece l'ho portata con me in Cina. Si chiama “Sogni di Stefano” e l'ho realizzata per onorare una promessa fatta a Stefano, appunto. Un amico purtroppo scomparso.
Progetti per il futuro?
Dal 9 novembre al 15 novembre, sarò impegnata a L'Aquila nella Biblioteca provinciale “Salvatore Tommasi”, con “Tre stanze...altrove”. L'evento che propongo per il secondo anno con la mia associazione culturale “EsSENZAmateria”, è un vero e proprio viaggio che dalla quotidianità della vita riesce a condurre fino ai meandri dell'animo umano. Lontano dai pensieri comuni ci si muove più leggeri, c’è un mare di introspettività dove si galleggia per istinto e senza saper nuotare, assaporando liberamente il gusto di bagnarsi per tornare presto a toccare terra. La manifestazione si articolerà in tre fasi. Un momento espositivo con le mie tele; un momento teatrale attraverso la rappresentazione “7 Volte Anna”, diretta da Antonio Crocetta, fatto giochi di parole di personaggi di raffinato umorismo, che appoggiano la loro esistenza su una realtà profanata; e un momento video. Il regista Fabrizio Giovanetti, reinterpreterà ne "La Vita, Il Vizio, L'Amore e la Morte", in un sogno contemporaneo, alcuni pensieri di Cesare Pavese. Inoltre come preparazione a questo viaggio nell'inconscio, abbiamo pensato anche ad un momento di formazione sulle tecniche di scrittura per la produzione di sceneggiature teatrali e video. a cura della professoressa Maria Gabriella Ciaffarini.
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